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Ancora razzismo nel calcio: in Molise giocatore squalificato per 10 giornate

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Il calciatore Michele Zullo dovrà scontare una pesante squalifica di 10 giornate per razzismo in campo. Cinque mesi fa, durante la partita di Prima Categoria molisana tra il suo Sant’Angelo Limosano e il Riccia, aveva offeso pesantemente il centrocampista avversario Lamine Sow, uscito dal campo in lacrime.

L’accaduto e la condanna del Riccia: “Decisione unanime”

Al momento dell’episodio la squadra ospite ha deciso di abbandonare la gara. All’indomani la stessa società ha pubblicato un comunicato su Facebook: “La società calcistica ASD Lokomotiv Riccia rende noto che, durante l’incontro di calcio contro il S.Angelo Limosano, è accaduto un episodio gravissimo. Un nostro tesserato è stato più volte pesantemente offeso con frasi razziste da un giocatore della squadra avversaria”.

La decisione di abbandonare è stata condivisa da tutti:“La decisione di abbandonare la gara è stata UNANIME. Episodi del genere non devono mai accadere, non bisogna giustificare e tantomeno minimizzare. La società e tutti i calciatori condannano, senza scusante alcuna, ogni forma di razzismo. Abbracciamo calorosamente il nostro tesserato sperando che episodi del genere non si verifichino più”.

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Dallo sdegno alla sanzione: ufficiale la squalifica per razzismo

5 mesi dopo la condanna non rimane solamente ideologica ma diventa anche pratica. Come si legge, infatti, da Il Fatto Quotidiano, il Tribunale federale territoriale ha preso la sua decisione ed ha optato per il pugno duro.

Il tribunale, composto dal presidente Oreste Campopiano e dagli avvocati Lucio Campa e Gabriele Siciliano, in data 22 agosto 2022, ha accolto il deferimento. Disposta una sanzione che consiste in 10 giornate di squalifica per il calciatore Michele Zullo ma non solo.

Multa di 250€ per il Sant’Angelo Limosano per “responsabilità oggettiva” in quanto la partita si era giocata al “Pullà” di Limosano ed era valida per la ventunesima giornata del campionato di Prima Categoria, Girone B. Dunque, inevitabile una sanzione contro una brutta piaga che non dovrebbe esistere nel nostro mondo.