Il progetto calcistico a Gallipoli si spegne all'improvviso, con un comunicato uffciale diffuso dal club pugliese in cui la proprietà spiega il motivo di questa scelta e del dietrofront messo in atto dai giallorossi.

Sui canali ufficiali del club, si legge che "Con grande rammarico siamo costretti a comunicare una decisione che mai avremmo voluto prendere: abbiamo deciso di chiudere il progetto sportivo e di non proseguire l'attività del Gallipoli Calcio".

Le spiegazioni arrivano subito dopo: "In questi mesi abbiamo lavorato concretamente per costruire una nuova realtà, seria e sostenibile, con l'obiettivo di riportare il Gallipoli Calcio a rappresentare la propria città, valorizzandone la storia, il blasone e quello storico scudetto che appartiene alla memoria di tutti i gallipolini.

Il progetto non era soltanto un'idea: la società aveva già acquisito il titolo sportivo per la partecipazione al campionato di Prima Categoria e aveva provveduto a modificare il proprio assetto societario, investendo tempo, risorse, denaro ed energie per creare le basi di una nuova ripartenza.

Purtroppo, le difficoltà incontrate con l'Amministrazione, la gestione e la disponibilità delle strutture sportive e, più in generale, un contesto cittadino nel quale troppo spesso il calcio finisce per essere condizionato da dinamiche che nulla hanno a che vedere con lo sport, non ci consentono di proseguire nelle condizioni che riteniamo necessarie.

Non vogliamo fare polemiche né entrare in contrapposizione con nessuno. Ma fare calcio significa avere strutture, collaborazione, serenità e la possibilità di lavorare senza condizionamenti".

Queste, dunque, le accuse avanzate dalla società gallipolina, che poi si rivolge direttamente alla tifoseria della squadra pugliese. "Chiediamo sinceramente scusa ai nostri tifosi, ai ragazzi, alle famiglie, agli imprenditori che avevano creduto nel progetto e a tutta la cittadinanza. Gallipoli merita una società di calcio che possa lavorare con dignità, libertà e un progetto serioOggi scegliamo di fermarci, con grande amarezza, ma restiamo convinti che il calcio a Gallipoli possa e debba tornare ad essere patrimonio della città e dei suoi tifosi.

Il titolo sportivo acquisito dalla società resta gratuitamente a disposizione di chiunque abbia la volontà e le condizioni per portare avanti serenamente questo progetto.

Perché il Gallipoli Calcio non appartiene alle stanze della politica né agli interessi di pochi: appartiene alla città, ai suoi tifosi e alla sua storia".

Sezione: News / Data: Mer 12 agosto 2026 alle 16:05
Autore: Francesco Alessandro Balducci
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