Home » Catania, Amato: “Vogliamo essere un modello come Empoli e Spezia”

Catania, Amato: “Vogliamo essere un modello come Empoli e Spezia”

Catania Mascali

Sono giorni frenetici per il futuro del Catania. La squadra siciliana potrebbe finire nelle mani di Mmr Cinema, società cinematografica, rappresentato dall’avvocato Gioacchino Amato e dall’imprenditore romano Manuele Ilari. Un progetto giovane e moderno, che punta a valorizzare gli aspetti sociali e ‘apre’ le porte all’azionariato popolare.

Catania

L’avvocato Amato ha parlato a “La Sicilia” del suo progetto Catania, chiarendo i punti e la forza delle proprie iniziative.

“L’approccio a cui miriamo è quello di realtà come Empoli, Cremonese e Spezia”

Gioacchino Amato ha parlato del suo progetto per rilanciare il Catania, nominando l’ottimo lavoro svolto da altre società del calcio italiano: “Mi auguro non venga deciso il futuro proprietario del Catania sulla base esclusivamente su una base economico patrimoniale. Noi puntiamo a un progetto tecnico e sportivo oculato. L’approccio a cui miriamo, come società, è quello di realtà come Empoli, Cremonese e Spezia. Queste società hanno raggiunto la massima serie grazie a una progettualità priva di proclami“.

Noi abbiamo questa idea e l’obiettivo è quello di rilanciare Catania cavalcando l’onda dell’entusiasmo unico di questa città“.

“Piazze come Catania non meritano questo”

Inoltre, alcuni imprenditori sono già pronti a supportare il progetto: “Sento numeri e proclami che non hanno alcun senso. Parliamo di Ilari che non è uno sceicco, ma un manager oculato con le disponibilità giuste per un progetto del genere. Inoltre, stiamo tessendo rapporti con imprenditori internazionali pronti a supportare la causa“.

Catania

Il Catania merita una struttura adeguata. Una di queste è Torre del Grifo che, se valorizzata, rappresenterebbe un buon punto di riferimento. Ilari è rimasto colpito in maniera positiva dall’attaccamento dei tifosi, piazze come questa non meritano di stanziare in Serie C e in Serie D“.

Infine, sull’azionariato popolare e sul rapporto con i tifosi: “L’azionariato è possibile, ma in percentuale simbolica. Ovviamente non ci aspettiamo che i tifosi diano quel contributo economico e finanziario che faccia la differenza, ma questo è un modo per stringere un legame con loro“.