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Servetti, dai sogni di Toro a un Casale tutto granata

Un anno dopo Simone Servetti, rappresentante della Console&Partners ce l’ha fatta, è entrato nel mondo del calcio. Anche se in passato ci aveva provato con il Torino – rimasto un sogno nel cassetto – il Casale di cui è diventato proprietario in estate è già a tinte granata. Particolare come cosa, visto che i colori sociali dei monferrini sono il bianco e il nero, di certo una combinazione di colori che si sposa poco bene con il Torino.

Servetti e il progetto Taurinorum

Serve fare però un passo indietro per comprendere meglio la storia. Quando il primo lockdown era da poco finito e la Serie A stava riprendendo, un misterioso gruppo di imprenditori – che si faceva chiamare Progetto Taurinorum – aveva indetto una conferenza stampa per parlare della loro intenzione di acquistare il Torino. Per ospitarla il gruppo chiese una stanza alla Console&Partners di Servetti, che – vista la fede granata – decise inizialmente di unirsi al Progetto Taurinorum. L’esperienza non andò a buon fine e quasi subito la Console si staccò da quello che era a tutti gli effetti un fallimento preannunciato (per mille motivi di cui Servetti era tutt’altro che responsabile). Ora dopo 365 giorni è tornato, ma al Casale.

Sesia e Rizzieri, un Casale a tinte granata

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La prima mossa di Servetti al Casale è stata quella di portare un nuovo direttore sportivo: Marco Rizzieri. Dopo l’esperienza al Messina, il dirigente è tornato in quel Piemonte scandagliato per anni al fianco di Massimo Bava per portare giovani talenti nel Settore giovanile del Torino. Servetti per il suo Casale quindi ha deciso di puntare su un dirigente con occhio attento sulle potenzialità dei ragazzi e che conosce il territorio a mena dito.

La scelta poi doveva essere quella dell’allenatore. Dubbi su chi chiamare? Magari qualcuno, ma la scelta è stata granatissima: Marco Sesia. Cresciuto al Filadelfia come calciatore, con il Torino ha anche giocato 9 partite nella stagione 1993/94. Poi una lunga carriera nel professionismo, che si è chiusa nei dilettanti dell’Alpignano Usquadra a due passi da Torino). Da allenatore è stato un fedelissimo di Massimo Bava. I due avevano lavorato insieme al Canavese e poi il dirigente l’aveva portato con sé al Torino, dove tra il 2016 e il 2020 ha allenato le giovanili. L’ultima annata in Primavera, chiusa però anticipatamente causa Covid. Sesia era rimasto fermo l’anno scorso, perché al suo posto era arrivato Marcello Cottafava. Una volta liberatosi quest’estate è stato portato da Rizzieri e da Servetti al Casale.

La stagione del Casale di Servetti

Il Casale a tinte granata è partito subito bene. Sotto la guida di Sesia i monferrini stanno ottenendo ottimi risultati e la classifica ne è la dimostrazione. Ultima soltanto in ordine cronologico la vittoria contro il Pont Donnaz, squadra rivelazione della passata stagione nel girone A. I monferrini sono potenzialmente al secondo posto a pari punti con il Derthona, unica squadra che ha battuto il Casale in campionato fin qui, e davanti al Novara.

Casale fbc

La stagione è logicamente ancora lunga, ma il progetto di Servetti a Casale sembra ambizioso. Nelle ultime due stagione i nerostellati avevano giocato ottimi campionati, senza però riuscire a centrare la promozione. Per Servetti, che 365 giorni nutriva sogni di Serie A e di Toro, ora il professionismo se lo deve conquistare con il suo Casale. I professionisti in società non mancano. Servirà una grande stagione però. Il Chieri sta sorprendendo, così come il Derthona e poi c’è il Novara. I monferrini dovranno puntare anche su quello spirito Toro che si portano indietro le new entry.