18 Luglio 2022

Caos Teramo e Campobasso, il CONI respinge i ricorsi dei club

In caso di ricorso e perdita al terzo grado di giudizio, si creerebbe un caso simile al Catania per Teramo e Campobasso

Viribus Unitis

Arriva la seconda batosta per il Teramo ed il Campobasso. Le due società si sono viste respingere il ricorso presentato al Collegio di Garanzia del CONI in merito all’esclusione dai campionati professionistici. Lo annuncia direttamente il Comitato Olimpico Italiano con un comunicato.

Il comunicato del CONI

“La Sezione sulle controversie in tema di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, all’esito della sessione di udienze tenutasi in data odierna, ha assunto le seguenti determinazioni: RESPINGE il ricorso presentato da parte della società S.S. Teramo Calcio s.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio avverso la delibera del Consiglio Federale FIGC.” Questa la probabile condanna definitiva per gli abruzzesi, che abbandona la terza serie dopo 10 anni.

Stesso giudizio per i molisani: “Il Collegio di Garanzia ha respinto il ricorso presentato da parte della società S.S. Città di Campobasso s.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio, avverso la delibera del Consiglio Federale FIGC.” C’è inoltre un’aggiunta ai danni dei rossoblù, ovvero il pagamento di due milioni di euro in favore della Federazione calcistica. Anche per i lupi sarà, probabilmente, addio alla Serie C dopo appena un anno.

I possibili scenari per la ripartenza di Teramo e Campobasso

Con la sentenza odierna del CONI, si riducono quasi al lumino le speranze di vedere i molisani e gli abruzzesi tra i professionisti la prossima stagione. Ed ecco che si inizia ad ipotizzare le ripartenze dei due club. In caso di bocciatura anche di un ipotetico ricorso al TAR, le due società sparirebbero dai radar del calcio italiano, creando delle situazioni simili a quelle del Novara la scorsa stagione e del Catania quest’estate.

Entrerebbero in scena le rispettive amministrazioni comunali che, proprio come nei casi degli etnei e dei piemontesi, andrebbero a creare un bando pubblico per decidere a quale personaggio, o gruppo di personaggi, affidare la costituzione di una nuova squadra e la conseguente ripartenza dei dilettanti.