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La Serie A, Marotta e la voglia di tornare grandi: il Varese compie 114 anni

Varese

Foto di Ezio Macchi

La Serie A 1970/1971 e la Serie B 2010/2011. Le panchine di Nils Liedholm e Giuseppe Sannino. Le giocate di Pietro Anastasi, Armando Picchi e Jasmin Kurtić. Ma anche le esperienze di Giuseppe Marotta e Roberto Bettega nei panni di dirigenti. La Varese calcistica è questo, ma anche tanto altro.
È l’imbattibilità magica del “Franco Ossola” (su cui ci si aspetta presto notizie circa i lavori di ristrutturazione) e il 5-0 alla Juventus. Ma anche i tanti, troppi fallimenti.

Varese

E adesso la città è rappresentata dal Città di Varese in Serie D che, seppur non ufficialmente, prova a portare avanti la gloriosa storia dei colori biancorossi. Quella storia iniziata il 22 marzo 1910 e mai veramente conclusa. 114 anni di storia, passione e sacrifici.

La storia biancorossa: dal 1910 alla retrocessione dalla Serie B

Più di 77 anni passati nei campionati professionistici italiani, tre campionati di Serie B vinti, e sette partecipazioni alla Serie A, riuscendo ad arrivare ottavo. Ma anche i quattro fallimenti, giunti tra il 1988 e il 2019. La prima apparizione nel massimo campionato arriva nel 1964 contro l’Inter di Herrera, Facchetti e Mazzola, mentre l’ultima dieci anni dopo, nel 1974. A tal proposito i varesini più appassionati ricordano ancora il 5-0 rifilato alla Juventus nel 1968, la vittoria biancorossa più larga nella massima serie.

Marotta Varese

Da menzionare per forza anche l’esperienza dell’attuale Amministratore Delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, tra le fila biancorosse. Un rapporto nato e cresciuto grazie alla passione per i colori biancorossi, che lo hanno visto passare da raccattapalle a magazziniere. E poi a segretario generale (a soli 23 anni), direttore sportivo e infine direttore generale. È proprio qui che Marotta mette in atto il suo primo vero colpo di mercato, riuscendo a portare all’ombra del Sacro Monte un promettente Michelangelo Rampulla.

Il terzo fallimento in ordine cronologico, poi, è forse quello più importante della storia biancorossa. Al termine della stagione 14/15, infatti, il club retrocede dalla Serie B ma non riesce ad iscriversi  al campionato di Lega Pro, venendo radiata dal calcio professionistico. Da qui iniziano diversi anni bui, caratterizzati da iscrizioni ai campionati di Eccellenza e Serie D, prima del nuovo fallimento del 12 agosto 2019.

Prosegue la tradizione: il Città di Varese

Arrivando al giorno d’oggi, infine, la tradizione del Varese dopo il quarto e (si spera) ultimo fallimento è portata avanti dal Città di Varese. Attualmente terza nel girone A, la squadra allenata da Corrado Cotta sta disputando un discreto campionato, pur non essendo stata mai completamente in lotta per una promozione in Serie C. La supremazia di Alcione Milano e Chisola, infatti, è apparsa a più riprese determinante. In vista del finale di campionato, però, i biancorossi dovranno dimostrare di avere ancora fame per non vedersi raggiunti dalle inseguitrici.

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La lotta playoff nel girone A, infatti, è più combattuta che mai. Dopo il Chisola, secondo con 59 punti, in terza piazza si trovano a pari merito proprio il Varese (15 vittorie, 8 pareggi e 8 sconfitte) e il Vado a 53. Poi Albenga, Rg Ticino e Bra a 52, Asti a 50 e Ligorna a 49.

I ricordi della Serie B, vissuta fino al 2015, sono ancora impressi nella mente dei tifosi e di alcuni attuali calciatori tra cui Andrea Malinverno, nato e cresciuto calcisticamente con lo stemma del Varese sul petto. Ricordando il passato, inseguendo il futuro: il Varese vuole tornare grande, ma intanto si gode la Serie D e spegne le 114 candeline.