16 Gennaio 2023

Paganese il presente, Samp è casa: Stefano D’Agostino si racconta

Dal vivaio del club blucerchiato al campionato maltese. L'intervista esclusiva a Stefano D'Agostino, attaccante della Paganese

Intervista a Stefano D’Agostino– La Paganese non smette di stupire. Il club campano, dallo scorso novembre, si è trasformata in una macchina perfetta in grado di demolire qualsiasi ostacolo le si trovi davanti. Otto le vittorie consecutive che valgono il primato nel girone G.

Tra i tanti protagonisti di questa grande prima parte di stagione. Tra tutti però, il capitano Stefano D’Agostino, attaccante ex Taranto e Catanzaro, è sicuramente il simbolo della rinascita azzurra. All’età di 30 anni, è il leader e trascinatore di un club che, dopo molti anni nel professionismo, spera di tornare in C il prima possibile, anche grazie all’estro e le giocate del suo numero dieci.

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Stefano D’Agostino, 30 anni, trequartista della Paganese (fonte: Facebook – credits by Andrea D’Amico)

Protagonista con il club azzurro, una lunga carriera alle spalle tra gol e assist senza dimenticarsi il luogo da dove tutto è cominciato, la sua Liguria. Stefano D’Agostino si racconta, in esclusiva, ai microfoni di seried24.com.

Paganese. D’Agostino: “La linea tracciata è quella giusta. Non vogliamo fermarci sul più bello”

La Paganese, dal 20 novembre non si ferma più: 24 punti in otto partite, un solo gol subito. E la striscia sembrerebbe essere destinata a continuare. Il grande periodo positivo raccontato da uno dei protagonista del club azzurro, Stefano D’Agostino.

“Ci sono stati tanti fattori favorevoli. Quando la Paganese è retrocessa, dopo diciassette anni dall’ultima volta, siamo partiti con ambizioni ben precise ma abbiamo perso troppi punti per strada nelle prime partite. La società è composta da persone competenti che hanno sempre creduto in noi, sono stati bravi a proteggerci ed evitare qualsiasi allarmismo. Il mercato invernale è stato utile perchè abbiamo inserito qualche innesto interessante. Anche i tifosi rappresentano una parte fondamentale di questo percorso: non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Nel momento più difficile ci sono stati accanto e noi siamo riusciti a svoltare la stagione. Non abbiamo ancora vinto niente, è ancora presto, ma la linea tracciata è quella giusta”.

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La curva dei tifosi allo stadio “Marcello Torre” (fonte: Facebook – credits by Andrea D’Amico)

La partita della svolta? Siamo padroni del nostro destino: in diciannove gare, almeno in sedici di queste siamo passati in vantaggio e prontamente ci siamo fatti recuperare a gara in corso. Ora, però, il gruppo è sano e coeso. Le due partite contro Cassino e Sarrabus Ogliastra, ovvero le prime due di queste otto consecutive, hanno rappresentato uno spartiacque: nella situazione in cui eravamo, se non avessimo vinto entrambe le gare non avremmo di certo agevolato il lavoro della società in questa sessione di calciomercato”.

Stefano D’Agostino e il ruolo di capitano

Sono abituato a ricoprire questo ruolo e, ogni volta, lo accetto con grande gioia. Personalmente, ho sempre fatto la differenza nelle piazze dove sono emerse maggiori pressioni e responsabilità. Più fiducia sento nei mie confronti e più riesco a tirare fuori il meglio di me. L’importante è essere da esempio: siamo in tanti nello spogliatoio ad avere un carattere forte. Io, come molti altri in questa squadra, sono un punto di riferimento. Sappiamo che quello che stiamo facendo non è ancora nulla, siamo solo all’inizio del nostro percorso”.

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Paganese Calcio (fonte: Facebook – credits by Davide Attianese)

Le giovanili in blucerchiato negli anni in cui la Sampdoria stupiva l’Italia intera

“Al cuor non si comanda”. La Liguria, in particolare Genova, rappresenta l’infanzia di D’Agostino. Luogo di poeti e pescatori in cui il calcio si è affermato negli anni a venire e, oggi, rappresenta la passione di una città in continuo movimento. La carriera da calciatore dell’attaccante della Paganese ha inizio nelle giovanili della Sampdoria, la sua squadra del cuore: nelle stagioni dal 2009 al 2011 ha giocato a fianco di calciatori affermati come Mauro Icardi, Roberto Soriano e Simone Zaza, tanto per citarne alcuni. Tra i caruggi di Genova, all’inseguimento di un pallone e di un sogno che ai suoi occhi sembrava così tanto lontano ma per qualche periodo, è stato più vicino che mai: lo stadio Luigi Ferraris (o Marassi).

“In quel periodo la Sampdoria era una società formata da persone competenti con obiettivi ben precisi, sto parlando di Fabio Paratici e Giuseppe Marotta. La Primavera viveva i suoi anni migliori: vincevamo quasi tutto, si trattava di un livello molto alto. E’ stata un’esperienza molto bella e formativa. Mi ha reso il calciatore e la persona che sono adesso. La ricordo con molto piacere.

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Stefano D’Agostino nelle giovanili della Sampdoria (fonte: Instagram – @stedago31)

Giocare per la propria città ed esordire davanti a parenti e amici nello stadio che hai sempre immaginato è il sogno ad occhi aperti per qualsiasi bambino che si approccia a questo sport. Nessun tipo di rimpianto per D’Agostino “Non si sa mai nella vita, ho 30 anni e sono nel pieno della mia forza fisica e nessuno sa cosa mi riserverà il futuro. Ognuno, durante il proprio percorso, può prendere delle scelte sbagliate e avventate: evidentemente ho avuto bisogno di più tempo per poter maturare. Nel calcio di adesso non ci sono solo le doti fisiche, c’è bisogno di essere pronti anche a livello mentale. La tappa più sfortunata della mia carriera potrei associarla a Teramo, con la squadra retrocessa dalla serie B a causa dell’inchiesta sul calcioscommesse”.

Il primo titolo estero nel campionato maltese. Stefano D’Agostino: “Avevo voglia di provare nuove esperienze”

Il Floriana è un club plurititolato che milita nella Premier League, il campionato maltese di massima serie. Nel 2020 le strade dell’attaccante ligure e del club bianco verde si sono incrociate. A causa della pandemia l’avventura è terminata anzitempo ma, proprio lontano dall’Italia, D’Agostino ha alzato al cielo il suo primo trofeo da professionista.

“Dopo tre intensi anni vissuti con la maglia del Taranto, nel gennaio del 2020 avevo voglia di provare una nuova esperienza, possibilmente all’estero. Mi si è presentata un’opportunità interessante: sono stato contattato dal patron Riccardo Gaucci (figlio dello storico presidente del Perugia ndr), il quale mi espose il progetto. Si lottava per vincere il campionato con conseguente posto garantito per i preliminari di Champions League.

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Stefano D’Agostino con la maglia del Floriana FC, stagione 2019/2020 (fonte: Instagram – @stedago31)

Tutto è andato per il verso giusto, posso solo che avere un piacevole ricordo di questa breve ma vincente parentesi della mia carriera. Quando vinci una coppa, in particolar modo il campionato, tutto ciò che ne deriva è sempre gratificante.

“Gol o assist non importa: penso ad aiutare la squadra”

Dopo 19 partite di campionato, Stefano D’Agostino ha fatto registrare 7 gol e 12 assist. Un apporto fondamentale e ai fini della vittoria collettiva e che descrive quelle che sono le qualità di un giocatore da sempre decisivo. “A livello personale è sicuramente una grande annata, ma quest’anno l’obiettivo comune va al di sopra di tutto. Ogni domenica gioco per aiutare la squadra: se mi capita di essere decisivo con un gol sono più che contento, lo stesso se dovessi servire il passaggio che manda in porta il mio compagno. L’importante è essere un valore aggiunto per questa squadra e per questa società. I tifosi meritano tutto questo”.

Il capitano conferma che c’è una sola parola per descrivere il grande gruppo che si è formato a Pagani. Famiglia. E non è retorica. Da parte di tutti, c’è la volontà di arrivare all’obiettivo così da poter gioire insieme. Il nostro gruppo è caratterizzato da una forte unità d’intenti. In questi ragazzi vedo tanto spirito di sacrificio e tanta voglia di vincere insieme, non tanto per la carriera, ma proprio perchè desideriamo l’uno il bene dell’altro.

Stefano D’Agostino: “Pensiamo partita dopo partita, solo così potremmo toglierci qualche soddisfazione”

“La promozione in Lega Pro è un obiettivo concreto che si può raggiungere solo dando il massimo, partita dopo partita. La Serie D è un campionato difficile, ma noi dobbiamo continuare su questa strada. Volontà di sacrificio comune e non mollare mai: solo così potremo toglierci qualche soddisfazione. A fine anno vedremo dove arriveremo”.

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Paganese Calcio (fonte: Facebook – credits by Davide Attianese)

“Non si mai nella vita, ora ho 30 anni e sono nel pieno della mia forma fisica, non si sa mai” – Stefano D’Agostino non si pone limiti ma, ad oggi, tutta l’attenzione è rivolta al progetto della Paganese. Leader e fantasista in mezzo al campo, con ambizioni da non interrompere sul più bello. Sampdoria è casa, Paganese è il presente, e perchè no, anche il futuro di D’Agostino.

A cura di Lorenzo Bloise