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La intuizioni di Giuntoli, la leadership di Di Lorenzo e non solo: lo Scudetto del Napoli parte anche dalla Serie D

Napoli Scudetto

Giovedì 4 maggio 2023, per molti un giorno di metà settimana come tutti gli altri, è invece un giorno indelebile per i cuori partenopei. Dopo 33 anni dall’ultima volta il Napoli torna a vincere lo Scudetto e lo fa con un’autorità impronosticabile alla vigilia. A prescindere dai cinque turni d’anticipo con cui sono partiti i caroselli tra le vie del capoluogo campano, a sorprendere è la forza mostrata dalla squadra per tutto l’arco della stagione. “Il Napoli crollerà dopo il Mondiale” era la credenza comune durante la pausa per Qatar 2022, qualche scettico l’ha anche pensato dopo la sconfitta contro l’Inter ad inaugurare il 2023, ma nulla di tutto ciò è avvenuto. Un campionato condotto in carrozza senza il minimo pericolo, una marcia trionfale che ha fatto passare in secondo piano l’inevitabile calo fisiologico delle ultime settimane e la delusione per la mancata semifinale di Champions.

Il Napoli è rinato, forse nell’anno meno atteso visto la rivoluzione in atto, ma l’ha fatto facendo diventare realtà quel sogno toccato con mano troppe volte nelle ultime stagioni. Un sogno che parte da lontano e in alcuni casi anche dal calcio dilettantistico, dal genio di Cristiano Giuntoli al furore agonistico di capitan Giovanni Di Lorenzo passando per Zerbin e Marfella, attori non protagonisti sì ma inglobati alla perfezione nel giocattolo messo in moto da Luciano Spalletti.

Giuntoli

Il Napoli vince il suo terzo Scudetto, i segreti del trionfo

Nelle consuete griglia di partenza disegnate nelle calde giornate estive, in attesa di spegnere i semafori del campionato, il Napoli versione 2022/2023 probabilmente non figurava neanche nelle prime due file. Lecito piazzare i campioni d’Italia in carica del Milan, le forti Inter e Juventus le lanciate Roma e Lazio davanti, ma il ‘problema’ del Napoli stava a monte. Dopo aver accarezzato per troppi anni il sogno tricolore, il quartier generale partenopeo aveva probabilmente bisogno di una ventata d’aria fresca all’interno della rosa. Un calciomercato – avviato da cessioni eccellenti e in alcuni casi anche dolorose – caratterizzato da innesti perlopiù sconosciuti alla stragrande maggioranza della tifoseria che hanno fatto strizzare più di qualche occhio.

Giuntoli

Giuntoli, dopo il capolavoro a Carpi ecco lo Scudetto a Napoli

Qui entra in gioco il genio di Cristiano Giuntoli, in sella al Napoli dal 2015, ciliegina sulla torta dopo una carriera caratterizzata dalla gavetta. Questa è partita dalla Serie D e dal Carpi, club che tra il 2009 e il 2015 è passato dal dilettantismo alla Serie A. Scelte oculate con un occhio al portafogli, Giuntoli non ha mai avuto paura di puntare sui giovani e l’esperienza al Napoli ne è la conferma. Una volta arrivato a Fuorigrotta il ds ha continuato a seguire la stessa linea di pensiero. Ottime posizioni in campionato, uno Scudetto scivolato di mano, una Coppa Italia vinta e tante belle soddisfazioni in Europa. La gestione Giuntoli ha ridato linfa al Napoli regalandoli anche una dimensione europea.

Col senno di poi, e dopo le critiche iniziali, il vero capolavoro è stato compiuto quest’anno. Sostituire due perni come Koulibaly e Insigne con i semi-sconosciuti Kim Min-Jae e Kvaratskhelia era vista come una mossa auto-lesionista. Ciò lasciava presagire infatti a un campionato visto da dietro le quinte. Spesso indicati come ‘bidoni’ o figli di un calcio ‘di secondo livello’ durante le chiacchierate estive, questi calciatori hanno saputo ripagare la bontà degli investimenti proposti da Giuntoli ed effettuati dalla società. Loro, insieme anche a un altro colpo monstre come Anguissa, al ritrovato Lobotka e all’inarrestabile Osimhen sono la conferma che l’ultima parola è sempre e soltanto del campo.

Protagonista in Serie D, ora è capitano dei Campioni d’Italia

Tra le intuizioni griffate Cristiano Giuntoli ecco che troviamo anche Giovanni Di Lorenzo. Il capitano forse più di tutti incarna lo spirito combattivo sfoggiato quest’anno dal Napoli. Da ottimo prospetto a terzino affermato, questa per il calciatore toscano è stata probabilmente la stagione della consacrazione. Un’annata impreziosita dalla fascia da capitano sul braccio e coronata dal terzo Scudetto. Il 29enne di Castelnuovo di Garfagnana di gavetta ne ha fatta e tanta, calcando i campi di Serie D con la Lucchese e lasciando subito il segno nonostante la giovane età. “Era giovanissimo, era un ragazzo posato, con la testa sulle spalle e si vedeva subito che aveva possibilità per diventare un grande calciatore“. Così ne parlava un pò di tempo fa Giancarlo Favarin ai nostri microfoni, suo ex allenatore ai tempi della Lucchese.

Napoli Scudetto

Ora, all’età di 29 anni, Giovanni Di Lorenzo è pronto a seguire le orme di qualcuno la cui immagine campeggia in qualsiasi via di Napoli. Il suo nome è Diego Armando Maradona, ultimo capitano del Napoli a vincere lo Scudetto con la casacca azzurra. Ora quel tabù durato 33 anni è ufficialmente finito.

Da dilettanti a Campioni d’Italia, le belle storie di Marfella e Zerbin

Un caso analogo a quello di Giovanni Di Lorenzo è quello riguardante Davide Marfella e Alessio Zerbin. Entrambi infatti sono partiti dai dilettanti centrando quest’anno il titolo di Campioni d’Italia. Seppur usati con il contagocce da Luciano Spalletti, i due sono protagonisti al pari degli altri di quest’incredibile stagione targata Napoli.

Il primo, terzo portiere dopo Meret e Gollini, è cresciuto nella Puteolana transitando poi per Pesaro e Bari. Stupefacente l’esperienza in Serie D con i galletti, culminata con la promozione in Lega Pro. Ottimo il contributo di Marfella con appena 22 gol subiti in 36 partite. Approdato successivamente a Napoli, si è tolto il vanto di esordire in Serie A nel maggio 2022. Nel secondo tempo di una sfida contro lo Spezia, Luciano Spalletti ha deciso di regalargli un momento che difficilmente dimenticherà.

Partita dalla Serie D anche la scalata di Alessio Zerbin, attaccante messosi in mostra in Primavera e soprattutto in Serie B con il Frosinone. Gli 8 gol in 20 presenze in Serie D al Gozzano (tra cui una tripletta) convinsero il Napoli a puntare su di lui nel 2017. Fiducia prontamente ripagata poiché Alessio ha fatto bene anche in prestito in Lega Pro, in Primavera e appunto in Serie B. Indimenticabile in quest’ottica l’esordio in Champions League nella notte stellare contro il Liverpool, stellare come è stata la stagione del Napoli, o meglio, dei Campioni d’Italia.