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Cambio in panchina, nuovo ds e una difesa da horror: Molfetta, è tempo di ripartire | FOCUS

Molfetta

Il Molfetta torna ai tre punti dopo altrettante gare

Se volessimo tracciare un bilancio del 2022 del Molfetta, il voto finale risicherebbe la mediocrità rimandando difatti ogni verdetto all’anno calcistico che si appresta a cominciare. Dopo un 2021/2022 caratterizzato in gran parte dall’anonimato, con una salvezza agguantata al fotofinish, le premesse per l’attuale stagione erano altre. Certamente serio il progetto del presidente Saverio Bufi così come la campagna acquisti estiva che ha portato i biancorossi a godere di un certo status. D’altronde il tesseramento di gente del calibro di Longo, Manzo, Vivacqua e Coratella non poteva far pensare altrimenti.

bitetto molfetta

Tuttavia i nomi non fanno i risultati e ben presto la squadra di Renato Bartoli è piombata in un pozzo senza fondo disseminando man mano tutte le proprie certezze. A finire sul banco degli imputati è stato proprio lo storico allenatore-manager, esonerato dopo quattro stagioni nella cittadina a nord di Bari. L’arrivo di Francesco Bitetto – unito a quello del nuovo direttore sportivo Riccardo Di Bari – non ha ancora portato risultati, ma una ventata d’aria fresca la si è certamente notata.

Molfetta, nonostante un ottimo mercato la squadra fatica ad ingranare

Dopo l’altalenante campionato scorso, il Molfetta si è posizionato in griglia di partenza con ben altre aspettative. D’altronde il mercato ha portato in dote autentici top player della categoria – Longo e Coratella su tutti – impreziosito dall’arrivo dai pro di Vivacqua. Una campagna acquisti senza grossi stravolgimenti ma con scelte oculate in tutti i reparti, frutto dell’ottimo lavoro del team del presidente Bufi, coordinato anche dallo stesso allenatore Renato Bartoli. Un ottimo 3-5-2 (solitamente 3-4-1-2 con Montinaro o Vivacqua da trequartista) in grado di far stropicciare gli occhi ai tifosi, entusiasti e vogliosi di un campionato di vertice.

Crudele però il responso del campo: se il brutto scivolone inaugurale contro la matricola Matera (3-4) poteva essere mascherato da una condizione fisica approssimativa, non si può dire altro delle restanti uscite. Dopo i tre punti conquistati nelle prime sei giornate, ecco finalmente la prima vittoria nel mese di ottobre (3-1 sul Bitonto). La squadra pian piano ingrana, poiché oltre alla sfortunata sconfitta in rimonta nella trasferta di Cava, arrivano due preziosi successi contro Gravina e Francavilla. Alla boccata d’ossigeno in termini di punti si aggiungono anche due confortanti clean shet, visti come una sorta di festività in questa stagione.

La nuova crisi ed il cambio in panchina

Quello contro i sinnici è difatti l’ultimo acuto del 2022 del Molfetta. Nel bilancio molfettese va comunque menzionata una buona dose di malasorte poiché le indisponibilità sono state veramente troppe. Spesso Bartoli si è ritrovato con gli uomini contati in difesa optando per scelte d’emergenza, dicasi lo stesso in attacco. Dopo l’exploit inaugurale – 4 centri – si è interrotto il campionato di Ciro Coratella. L’ex Nola è stato vittima di un guaio muscolare che l’ha tenuto lontano dai campi per quasi due mesi. Rientrato in panchina contro la Team Altamura, si è fatto espellere per proteste rimandando dunque ogni discorso al 2023. Il rientro del classe 1999 sarà certamente l’asso nella manica del Molfetta nel girone di ritorno.

L’ormai ex allenatore del Molfetta Renato Bartoli

Piombata in una nuova crisi – un punto nelle successive quattro gare – il presidente Saverio Bufi ha optato per un cambio al timone. Via dunque dopo quattro stagioni il controverso Renato Bartoli: “Come città – dice Bufi – dobbiamo essere sempre legati a lui, è stata una scelta necessaria ma amara da un punto di vista emotivo”. Per tamponare gli evidenti problemi del Molfetta viene nominato Francesco Bitetto, che torna così in auge dopo un periodo di inattività. L’ex guida di Martina e Nardò ripropone il 3-5-2 di matrice bartoliana, ma così come il suo predecessore, fatica ad ingranare. Netta sconfitta casalinga contro la Team Altamura e buon pari contro l’Afragolese: il Molfetta chiude il 2022 con soli quattordici punti in piena zona play-out. La salvezza diretta dista addirittura sei punti, obbligando la banda Bitetto ad un piccolo miracolo nel girone di ritorno.

La nomina di Riccardo Di Bari ed il mercato dicembrino

Quella di Francesco Bitetto non è l’unica novità nell’organigramma del Molfetta. Insieme all’allenatore ecco anche il nuovo direttore sportivo Riccardo Di Bari: “Sono convinto – ha detto in sede di presentazione – che con il lavoro si può venir fuori da questo momento difficile. Necessario fare punti”. Gli si è presentata subito dinanzi la patata bollente del mercato dicembrino, che ha portato non poche modifiche. Dal punto di vista tecnico dolorose le cessioni di Manzo, Montinaro e Di Modugno, alle quali si sono aggiunte quelle dei difensori Pinto e Calvanese e degli attaccanti Leonetti e Tedesco.

D’altro canto sono approdati sulle rive adriatiche Alessandro Avantaggiato e Federico Pizzutelli; gradito in attacco anche il ritorno del croato Kordic. C’è grande curiosità nel vedere all’opera i due acquisti dell’ultim’ora Gianvincenzo Martino e Nicola Zagaria. I guantoni andranno invece a Francesco Tricarico, portiere protagonista della promozione in C con l’Audace Cerignola. Sarà lui il titolare visto le incerte prestazioni dei vari Diamé e Crispino. Importante infine aver resistito alle avance per Lorenzo Longo.

Molfetta, troppi gol subiti ed una rosa forse incompleta

Il grande problema del Molfetta in questa stagione è sicuramente la fase difensiva. A conti fatti, con 29 reti subite, la retroguardia biancorossa è la più battuta dopo quella del Lavello. Preoccupante ma significativo è l’andamento al Paolo Poli: 21 dei 29 gol subiti sono arrivati nell’impianto amico. Questo dato può mettere in risalto la fragilità mentale della squadra, sia nel captare i momenti della partita sia nell’assorbire il malumore del pubblico. Alla ripresa delle ostilità Bitetto deve necessariamente ripartire da questo fondamentale. Il 3-5-2 è spesso sinonimo di garanzia difensiva, ma non evidentemente per il Molfetta, che paga spesso anche grossolani errori individuali. La difesa balbetta, ma l’attacco segna con regolarità: gli sparlotti (insieme al Brindisi) sono il miglior attacco interno del campionato. Seppur scontento del risultato, il pubblico del Poli certamente non si annoia.

Le premesse per ripartire nel migliore dei modi ci sono tutte ma bisogna in fretta e furia mettere una pezza alle varie problematiche. Una di queste è una rosa non propriamente lunga, soprattutto in difesa e in attacco. Con le tante operazioni in uscita, sono rimasti pochi effettivi in quei ruoli. Panebianco e Lobjanidze – impiegato con Bartoli anche da esterno – sono le uniche soluzioni in difesa visto anche gli acciacchi di De Gol. Il peso dell’attacco verterà invece tutto su Coratella e Kordic, supportati dall’altro rientrante Vivacqua.

Possibili dunque ulteriori aggiustamenti tra gli svincolati o tra i pro. Confortanti notizie arrivano invece dal parco under con i vari Romio, Fucci, Ciannamea e Cianciaruso sempre più coinvolti nelle rotazioni. Il cammino pugliese nel nuovo anno comincerà domenica 8 gennaio con la complicatissima trasferta di Matera, primo appuntamento del girone di ritorno. In quel di Molfetta servono ora i risultati per placare anche il malumore della tifoseria.