13 Giugno 2022

La stagione delle sette sorelle sarde: dai playoff alla retrocessione

Il calcio sardo ha potuto vantare ben sette realtà nella Serie D appena conclusa. Successi e delusioni hanno segnato la stagione delle sarde

LND Girone I

Per le formazioni sarde impegnate nel girone G, la stagione appena conclusa ha vissuto di tanti alti e altrettanti bassi. Al termine dei playoff e dei playout ben tre società devono salutare la Serie D, mentre una, vista la vittoria dei playoff, spera nel ripescaggio nei professionisti. Finale quindi dolceamaro per le squadre sarde della impegnate nella quarta serie, nella quale dall’anno prossimo, dopo ventisei anni di assenza, giocherà l’Ilvamaddalena, fresca vincitrice dell’Eccellenza Sarda. Saranno dunque cinque, se la Torres non dovesse essere ripescata in Lega Pro, le formazioni isolane ai nastri di partenza della Serie D 2022/2023. Andiamo dunque a vedere, nello specifico, le stagioni di Arzachena, Atletico Uri, Carbonia, Lanusei, Latte Dolce, Muravera e Torres.

Arzachena

Sicuramente la squadra sarda che ha disputato la miglior stagione rispetto alle aspettative di inizio anno. La squadra allenata da Marco Nappi ha concluso il torneo al quarto posto, a meno due da Torres e Nuova Florida. Una squadra equilibrata, fondata su un giusto mix di giocatori esperti e di giovani talenti che si sono districati alla grande tra le insidie della quarta serie. Nappi è stato chiaro fin da inizio stagione, affermando più e più volte di volersi giocare qualcosa di importante con i suoi uomini.

Il 4-3-3 degli smeraldini rappresenta a pieno l’idea di calcio di Marco Nappi. Ruzzittu, insieme ai centrali difensivi Bonu e Sosa, hanno dato la sicurezza agli uomini più avanzati di imbastire e sfornare un calcio propositivo e veloce. Nella mediana troviamo l’anima della squadra, il capitano Danilo Bonacquisti, coadiuvato da Manca, abile negli inserimenti e autore di goal importanti come quello decisivo nella sfida interna contro il Carbonia. In avanti spazio alla fantasia. Loi, Pinna, Rutigliano e Pallecchi, giocatori di qualità in grado di fornire assist preziosi a Sartor, bomber della squadra con tredici centri. L’obiettivo playoff tanto discusso da Nappi è stato raggiunto a pieni voti dagli smeraldini.

Nel primo turno della post season, l’Arzachena ha affrontato in gara secca la terza della classe, la Torres. In un Vanni Sanna gremito, gli smeraldini hanno ceduto la posta in palio ai sassaresi. Il triplice fischio ha sancito la vittoria per due reti a uno degli uomini di Greco. Il processo di crescita degli smeraldini è solo all’inizio. La conferma è arrivato dall’interessato stesso proprio al termine della gara con la Torres. Marco Nappi siederà anche per la prossima stagione sulla panchina dell’Arzachena, affermando di essere in totale sintonia con squadra, società e ambiente.

Arzachena
Un undici titolare dell’Arzachena

Atletico Uri

Ambiente ancora in festa e tanto orgoglio. Quella dell’Atletico Uri è una bellissima favola da raccontare. Uri è un piccolo paese di meno di tremila abitanti nel Nord della Sardegna. Dopo aver vinto l’Eccellenza, nello straordinario format a otto, della primavera del 2021, la matricola allenata da Massimiliano Paba si affaccia per la prima volta in un campionato nazionale.

Nella fase iniziale della competizione l’emozione non ha giocato brutti scherzi ai giallorossi. L’Atletico Uri ha da subito messo in mostra un buon calcio, che gli ha addirittura permesso di infliggere la prima sconfitta stagionale al Giugliano. Dopo buon inizio i giallorossi hanno iniziato a peccare un po’ in esperienza. Da metà dicembre fino a fine febbraio hanno raccolto solamente due punti, che hanno relegato l’Uri alla zona salvezza. Al termine della stagione regolare la classifica dice quattordicesimo posto con trentacinque punti conquistati.

La squadra di Paba dunque ha atteso la vincente dello spareggio tra Carbonia e Formia per giocarsi la permanenza in D negli ultimi novanta minuti stagionali. In quel spareggio ha avuto la meglio l’Insieme Formia, sconfiggendo per due reti a uno i sardi e spedendoli in Eccellenza. Sabato scorso il playout tra Atletico Uri e Insieme Formia. Tutto il paese si è riversato al Ninetto Martinez per spingere i propri beniamini verso l’impresa. Alla fine dei supplementari il risultato era ancora fermo sullo zero a zero, che vista la miglior posizione dei sardi a fine stagione, ha decretato la permanenze dell’Uri nella quarta serie. Grande festa in paese e tanto orgoglio da parte di società e giocatori per aver mantenuto la categoria e aver regalato un’altra grandissima gioia alla comunità. La guida tecnica dell’Uri sarà Massimiliano Paba anche nella prossima stagione. L’obiettivo sarà quello di ottenere una salvezza tranquilla e di continuare il grande lavoro sui giovani svolto quest’anno.

I tifosi dell’Atletico Uri

Carbonia

Il Carbonia retrocede nel campionato di Eccellenza dopo appena due stagioni. La squadra allenata da David Suazo ha chiuso la stagione regolare al terzultimo posto e ha perso lo spareggio per accedere ai playout contro l’Insieme Formia. L’impossibilità di poter giocare le proprie partite casalinghe allo Zoboli nella prima parte di stagione ha fatto la differenza. L’impianto storico è la casa dei biancoblu che, quando hanno rimesso piede nel loro stadio, hanno invertito la rotta, abbandonando l’ultima posizione che hanno occupato per gran parte del torneo.

Nonostante qualche giocatore di assoluto livello come Alessio Murgia, David Suazo aveva a disposizione una rosa troppo corta e con tanti giovani che hanno pagato lo scotto della categoria. L’ex attaccante di Cagliari e Inter ha spesso schierato tanti giovani che in svariate occasioni hanno messo in mostra un buon gioco, concedendo però i tre punti agli avversari. Ripartire dall’Eccellenza non sarà facile ma l’ambiente e la società sono pronti per rilanciare il Carbonia nelle categorie che le competono. Ancora non si sa chi siederà sulla panchina biancoblu e la composizione della rosa ventura ma una cosa è certa, il Carbonia sarà una delle protagoniste dell’Eccellenza sarda.

I giocatori del Carbonia esultano dopo un gol

Lanusei

Dopo sette stagioni nella quarta serie nazionale, il Lanusei saluta la categoria e retrocede in Eccellenza. In questi sette anni tanti momenti bellissimi da ricordare. Tra tutti la stagione 2018/2019 entra di diritto nei libri di storia della società ogliastrina. Con la vittoria dei playoff, dopo aver chiuso il campionato in testa a pari punti con l’Avellino, il Lanusei mancato ha sfiorato l’approdo tra i professionisti.

Quella di quest’anno è stata sicuramente una stagione deludente per la squadra allenata prima da Campolo e poi da Biagioni. Il penultimo posto è sintomo di una squadra mai in grado di esprimere le sue qualità, nonostante in rosa potesse annoverare talenti del calibro di Masia e Gaetani. Per la realtà ogliastrina il futuro è tutto da scrivere. Il Lanusei era ormai divenuto un pilastro del calcio sardo e ora spera al più presto di dare nuovamente al suo spettacolare pubblico la vetrina nazionale.

I giocatori del Lanusei ringraziano i tifosi

Latte Dolce

Un discorso simile al Lanusei si può fare per il Latte Dolce. Sei stagioni consecutive in Serie D, rese ancora più speciali per le posizioni raggiunte e il grande lavoro sui giovani intrapreso e portato avanti con successo. L’ultimo posto nel girone del Latte Dolce è stato un qualcosa di impronosticabile, a inizio stagione, da qualsiasi addetto ai lavori. Alla squadra allenata da Scotto e, successivamente da Giorico è mancata la continuità nei risultati. Continuità che avrebbe potuto dar seguito a risultati importanti ottenuti come la vittoria casalinga contro il Giugliano.

Tante le difficoltà nella fase realizzativa della manovra, enfatizzate dal dato del peggior attacco del girone. Ecco il punto dal quale deve ripartire la società per competere nella prossima Eccellenza. La rosa del sodalizio biancoceleste non rispecchia sicuramente l’ultimo posto in graduatoria. Carboni, Cabeccia e Gianni sono solo alcuni degli uomini più esperti del Latte Dolce.

Voglia di riscatto e pianificazione accurata. Il presidente Roberto Fresu, ha affermato che nella prossima stagione il Latte Dolce darà molto spazio ai giovani promettenti del suo Settore Giovanile.

Sassari
Un’esultanza dei biancocelesti

Muravera

Record di punti eguagliato e stagione certamente positiva. I quarantasette punti totalizzati rappresentano un vanto non da poco per la società gialloblù. Una stagione sempre nella zona centrale della classifica, che in alcuni momenti poteva far ampliare le mire dei ragazzi di Francesco Loi, fino alla zona playoff. La stagione è stata in linea con gli obiettivi. Per Francesco Loi è stata la quarta stagione di fila sulla panchina del Muravera, diventeranno almeno cinque, visto che la società ha recentemente annunciato la sua conferma e quella del blocco dei giocatori maggiormente rappresentativi. Moi, Cadau, Nurchi, Satta, Floris e Demontis sono stati confermati dalla società in vista della prossima annata. Proprio l’ultimo citato, Demontis, arrivato nella finestra di mercato invernale, ha dato la scossa alla squadra sei reti e confermandosi come un lusso per la quarta serie.

Nella prossima stagione i gialloblù dovranno anche risolvere la questione stadio. Più e più volte Francesco Loi e la società hanno denunciato le condizioni del manto e dell’impianto di Muravera, come non idoneo alla Serie D. La situazione del Comunale è stata presa in considerazione e si spera si possa risolvere al più presto, in maniera da consentire al sodalizio del Sarrabus, di iniziare la stagione tra le mura amiche.

Alcuni giocatori del Muravera

Torres

Una stagione ricca di partite, di successi e di delusioni per gli uomini del riconfermatissimo Alfonso Greco. Il primo anno della nuova presidenza si è concluso con il terzo posto in campionato, la finale di Coppa Italie e la vittoria dei playoff. La squadra è stata allestita per disputare un campionato di vertice e così è stato. In estate, alla corte di Greco, sono arrivati giocatori del calibro di Scotto e Dametto, che hanno dato alla squadra l’esperienza necessaria per affrontare la stagione. Oltre a loro sono da incorniciare la stagione del portiere Salvato, la solidità di Antonelli, la regia di Bianchi, le magie di Lisai, la finalizzazione del bomber Diakitè.

Nella stagione sassarese c’è anche qualche rammarico. Nella seconda parte del campionato la capolista Giugliano ha lasciato parecchi punti per strada, ma la Torres non è stata brava ad approfittarne ed accorciare le distanze dai campani. Un altro ricordo amaro per i rossoblù è sicuramente la finale di Coppa Italia persa per due reti a una contro il Follonica Gavorrano.

Nei playoff la squadra di Alfonso Greco ha espresso forse il miglior calcio della propria stagione. Le vittorie contro l’Arzachena e poi in finale contro l’Afragolese sono figlie di due prestazioni superbe che candidano la Torres per un eventuale ripescaggio in Lega Pro. La società si dice pronta al salto nel professionismo, cornice che la piazza e il tifo, meriterebbero ampiamente.

Festeggiamenti dopo un gol della Torres

A cura di Gabriele Musu