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Mark Consuelos e la macchina perfetta di Rizzetta: “Campobasso, siamo solo all’inizio”

Mark Consuelos Campobasso

Mi piacerebbe parlare in italiano, mi sto esercitando tanto. Ma in inglese riesco ad esprimere meglio tutte le emozioni, spero non sia un problema” esordisce. Poi, quasi si sentisse in colpa: “Prometto che prima della fine faccio qualche battuta in italiano“.
È iniziata così la nostra chiacchierata con Mark Consuelos. Alla scoperta della realtà che azzera la distanza New York-Campobasso e dei segreti della “macchina perfetta” costruita da Matt Rizzetta. In pratica, eccovi il Wrexham d’Italia.

Attore conosciuto in tutto il mondo per le sue apparizioni in “Riverdale“, “La valle dei pini” e non solo. Presentatore del suo morning show negli Stati Uniti. Oltre 2,5 milioni di follower sui social media. Mark Consuelos, dal 2022 socio del già citato presidente rossoblù alla guida del Campobasso, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di SerieD24.com per raccontarci come tutto è iniziato, svelarci alcuni retroscena e parlarci degli ambiziosi piani per il futuro. Siete pronti? Andiamo.

Campobasso

“È un’idea pazza, mi piace… Facciamolo”

Il racconto di come è nata questa avventura con il Campobasso ha dell’incredibile, quasi come se fosse un estratto di quei film cui Mark ha spesso preso parte. “Era fine agosto 2022, io e Matt avevamo già una percentuale nell’Ascoli. In quei giorni mi chiama e mi racconta dell’opportunità di acquistare al 100% un club italiano, fallito dalla Serie C e retrocesso in Eccellenza. Era un’idea pazza: mancavano 10 giorni a inizio campionato e non avevamo né una squadra né un allenatore. Forse avevamo uno stadio in cui giocare, forse“.

Eppure, come ci racconta divertito, l’esitazione non è durata che qualche secondo. A maggior ragione dopo i progetti del presidente Rizzetta, che lo vuole fortemente al suo fianco. “Matt mi ha presentato il progetto come un’opportunità di dare alla gente qualcosa per cui essere entusiasta. La città ha sempre avuto una forte connessione per il calcio, quindi sarebbe stato un peccato se la squadra fosse scomparsa. Mi è sembrata una ragione più che valida, ho accettato“.

Mark Consuelos Matt Rizzetta Campobasso

Consuelos: “I piani che abbiamo per Campobasso dentro e fuori dal campo…”

 7.063 chilometri, 6 ore di fuso orario. Eppure, Campobasso e New York non sono mai state così vicine.
Ho vissuto in Italia fino a cinque anni, non avevo mai sentito parlare del Molise. L’idea di possedere una squadra in Italia era qualcosa che non avevo mai neanche sognato. Quindi quando è arrivata l’opportunità l’ho colta al volo“. Complice la mamma, grande tifosa della Juventus, Mark non ha mai perso di vista il calcio europeo, anche dopo il trasferimento negli Stati Uniti. Adesso simpatizza per il Real Madrid, il suo giocatore preferito è ancora Hugo Sánchez, ex numero 9 dei blancos, messicano come suo papà. Ma l’Italia ha ancora un posto speciale nel suo cuore.

Da quando abbiamo iniziato, questa è diventata una passione e poi un’ossessioneprosegue -. Il merito è anche dei tifosi e delle persone del luogo, non potevano accogliermi meglio. Immagino che all’inizio fossero un po’ diffidenti, ma crediamo di esserci guadagnati la loro fiducia“. Ma il bello arriva adesso: “Siamo solo all’inizio, i piani che abbiamo per Campobasso dentro e fuori dal campo…” ci rivela con il tono di voce di chi sa cosa sta facendo.

Campobasso, Consuelos: “Abbiamo lanciato i dadi e abbiamo fatto la scelta giusta”

Non so se sia la mia ignoranza o la mia ingenuità, ma ogni volta che faccio qualcosa mi aspetto sempre di vincere e così è stato anche con il Campobasso” ci rivela Mark Consuelos. E forse a volte è questo il segreto: crederci sempre e non arrendersi mai, anche quando si è gli unici a pensarla così. “Matt ha sempre cercato di moderare le mie aspettative, mi ha spiegato più volte le complicazioni ma ho sempre avuto le idee chiare. Continuavo a ripetere che avremmo vinto, che dovevamo vincere“.

Ma è davvero possibile crederci sempre? A quanto pare per qualcuno sì, anche nei momenti più difficili. “Sulla carta a inizio stagione avevamo una squadra fortissima. Ma, come dite in Italia, ‘la palla è rotonda’ e non tutto va sempre come deve. Poi dopo cinque giornate – in cui i lupi ottengono 2 vittorie, 2 sconfitte e un pareggio – ci siamo accorti che qualcosa non andava e ci siamo trovati davanti ad un bivio rischioso. Continuare o azzardare? E così io e Matt abbiamo azzardato“. Il risultato? Fuori Mosconi e De Filippis, dentro Pergolizzi (allenatore) e Filipponi (ds). E la decisione non poteva essere più azzeccata.

Sergio ha fatto un lavoro incredibile: ha ricostruito la squadra durante il campionato e ci ha portato ai risultati che tutti conosciamo. Per noi, in pratica, la campagna acquisti è iniziata a ottobre ed è entrata nel vivo a dicembre. Quello che Filipponi ha fatto quest’anno non ha niente da invidiare ad altri miracoli calcistici“. Un elogio non da poco.

Mark Consuelos e la “macchina perfetta” di Matt Rizzetta

Ma come far funzionare gli affari in Serie D, con una presidenza americana?
Matt su questo aspetto ha fatto un lavoro fenomenale creando uno staff ad hoc. Noi, dagli USA, ci sentiamo quotidianamente con l’Italia“. Poi un momento di interruzione, fino a quando la voce torna a farsi sentire al telefono. “A dire la verità succede molto spesso che parliamo anche quattro o cinque volte nello stesso giorno – aggiunge ridendo -. Però, come dicevo, quella costruita dal nostro presidente è una macchina perfetta, con una specie di protocollo. Durante la stagione c’è sempre stato qualcuno presente“.

Mark Consuelos Campobasso

Mario Colalillo, Nicola Cirrincione, Giacomo Reale: ognuno ha fatto un grandissimo lavoro e ci ha dato una grandissima mano. Anche il presidente è venuto spesso in Italia mentre io, a causa del mio programma settimanale sono riuscito a venire molto meno. Come ho anticipato ormai è un’ossessione quindi l’ho fatto volentieri“. Un lavoro di squadra, quindi, frutto dell’impegno e della dedizione di tutti.

La mia sensazione è che i giocatori e lo staff ci abbiano sentiti molto vicini. Siamo stati attenti a essere sempre a disposizione, a soddisfare tutte le necessità anche da lontano e a farci sentire presenti nei momenti di difficoltà“. L’aveva anticipato che era una macchina perfetta.

“La mia famiglia? Ognuno contribuisce a spargere la voce”

Il centro della nostra conversazione con Mark Consuelos, poi, si sposta sul parere della sua famiglia, sparsa un po’ per l’America e un po’ per il mondo. “È tutto fantastico. In questa stagione ho avuto la possibilità di vivere una partita insieme a mia figlia, che è la vera appassionata di calcio della famiglia – ci racconta -. Da Londra, dove studia, è venuta a Campobasso e siamo andati in curva. Per me quella giornata è stata uno dei punti più alti di questa stagione: vedere la mia famiglia prendere parte e godere di qualcosa che abbiamo costruito con le nostre mani.

Campobasso

Non solo la figlia Lola, però, anche i restanti membri della famiglia Consuelos seguono con passione i risultati del Campobasso. Compresa la moglie, a sua volta attrice e co-host del programma “Live with Kelly and Mark“. “Sono tutti eccitati, di supporto e mi viene da dire orgogliosi. Ognuno di loro indossa la divisa del lupo e contribuisce un po’ a spargere la voce sulla nostra realtà. Mia figlia a Londra, mio figlio nell’università del Michigan: entrambi hanno modo di far conoscere chi siamo e cosa stiamo facendo in Italia quando indossano la divisa. Mia moglie invece si era abituata a svegliarsi presto la domenica per vedere le partite, da settembre dovrà cambiare orari” scherza.

Consuelos e i tifosi del Campobasso: “Niente da invidiare al Super Bowl”

Immaginate adesso un appassionato di sport americano. Vi immaginereste mai che possa paragonare un club di Serie D al Super Bowl, che ogni anno viene visto in diretta da centinaia di milioni di persone? Noi no, eppure… “I tifosi? Non ho mai visto niente del genere. Con noi dall’inizio alla fine, tra alti e bassi: un cammino iniziato l’anno scorso che ci ha portato ad essere a migliaia sugli spalti in questa stagione“.

Poi anche qualche retroscena divertente sui festeggiamenti post-promozione e i ricordi indelebili della festa. “A Chieti ho baciato una signora attraverso un pannello di plexiglass, ero euforico. Ma il bello è venuto dopo, quando siamo tornati a Campobasso. Quello che ho vissuto quella sera non ha niente da invidiare alla World Series di baseball o al Super Bowl. È stato straordinario, non lo dimenticherò facilmente“.

E la cosa più importante è che, per noi, tutto questo è stato come carburante per iniziare già a programmare il futuro e la Serie C con un approccio responsabile – continua Consuelos -. Voglio vincere tutto, qualsiasi campionato in cui giochiamo. Ovviamente siamo consapevoli che non è sempre possibile ma vogliamo provarci sempre. Quando? Ci sono poche persone che sanno quando succederà e certamente io non sono tra quelle, vedremo“.

Campobasso, il Wrexham d’Italia?

Ed eccoci giunti alla fine di questa bellissima chiacchierata con Mark Consuelos. Attore, presentatore, businessman e ormai anche grande appassionato di calcio dilettantistico italiano. “Conosci il Wrexham di Ryan Reynolds?” è la nostra ultima domanda, prima di lasciarlo alla sua lunga giornata. “Certo, noi siamo un po’ come loro. È una similitudine azzeccata sotto ogni punto di vista – risponde senza indugiare -. Così come il Wrexham, anche quella del Campobasso è una ‘underdog story’. Anche noi abbiamo raggiunto due promozioni in due anni e stiamo cercando di dare alla gente del posto ciò che si merita e che per troppo tempo non ha avuto. Speriamo di continuare a farlo“.

Consuelos Rizzetta

Stiamo già per salutarlo e ringraziarlo, quando Mark ci interrompe e ci ricorda la promessa fatta all’inizio. Deve dire qualcosa anche in italiano. E quindi, con una buona parlantina che lascia intendere a malapena il suo accento inglese, aggiunge: “Voglio dire un grande grande grazie alla città di Campobasso e a tutto il Molise. Grazie di averci dato l’opportunità, grazie di aver creduto in noi e di averci dato la fiducia. Questo è solo l’inizio“.

Esatto, come il film con Morgan Freeman e Tommy Lee Jones. “Just Getting Started“… e che inizio!