Tensione attorno alle vicende societarie e organizzative del Messina. Il massimo dirigente giallorosso Justin Davis ha inviato un messaggio diretto al primo cittadino e agli enti territoriali per denunciare le criticità logistiche che stanno condizionando l'attività quotidiana del gruppo squadra. Al centro delle contestazioni figurano la gestione degli orari di allenamento, la condivisione degli spazi spogliatoio e il continuo alternarsi della sede delle sedute di lavoro tra lo Stadio Giovanni Celeste e lo Stadio San Filippo (Franco Scoglio), situazione ritenuta causa diretta dei numerosi problemi fisici riscontrati tra i tesserati.

Il patron della società giallorossa ha evidenziato come gli sforzi finanziari sostenuti nell'ultimo anno per garantire la continuità aziendale rischino di risultare vani in assenza di un'infrastruttura di supporto idonea alle ambizioni sportive della piazza. Senza una rapida risoluzione dei contenziosi legati all'utilizzo degli impianti e una programmazione condivisa con l'amministrazione locale, Davis si è detto disposto a farsi da parte e interrompere la propria esperienza alla guida del club.

Di seguito la nota ufficiale diffusa dalla società:

"Quando sono arrivato a Messina, quasi per caso, mi sono innamorato della bellezza di questa città e del calore della sua gente: una gente che vive di calcio, quel calcio vero che qui manca da troppi anni. In quel momento ho fatto una promessa a me stesso: riportare il calcio a Messina dove merita di stare. Lo scorso anno ho salvato il titolo sportivo, sanando diverse situazioni e investendo, come nessuno negli ultimi vent’anni, risorse economiche personali che potrei benissimo destinare ad altro. Lo faccio perché ho un obiettivo e una promessa da mantenere. Per rilanciare il calcio, però, non bastano competenza e risorse economiche. Servono collaborazione, unità d’intenti e le condizioni migliori perché la squadra possa raggiungere il traguardo che tutta Messina desidera. Non possiamo pensare di vincere un campionato allenandoci in un campo dove, dopo un’ora e mezza, ci sono già due squadre in attesa, che giustamente hanno anch’esse diritto ad allenarsi. Non è possibile toglierci lo slot del sabato e relegare la rifinitura, l’allenamento più importante della settimana, a un’ora e mezza alle 9 del mattino. Non è possibile negarci l’uso di uno spogliatoio dove custodire le nostre attrezzature, in una struttura in cui si allenano sette squadre. E le conseguenze sono già evidenti: il continuo cambio di campo tra lo stadio Celeste e il Franco Scoglio ci ha portato ad avere oggi sei calciatori infortunati. Non è questo ciò che mi era stato prospettato dopo aver presentato il piano di rilancio per lo sport cittadino. Il mio non è uno sfogo polemico. Ho fatto una promessa a questa città, e se non potrò mantenerla per la mancanza di strutture adeguate o per scelte che non tengono conto delle esigenze di chi rappresenta Messina sul campo, preferisco essere chiaro con la città che mi ha accolto: salutare e ringraziare tutti. Vuole essere un appello costruttivo. Adesso tocca a voi scegliere il destino del calcio a Messina

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 09:30
Autore: Andrea Delle Noci
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