Credits: pagina Facebook Virtus Francavilla Calcio
Le parole del presidente della Virtus Francavilla Antonio Magrì in seguito alla squalifica ricevuta da Taurino per l’episodio avvenuto contro il Barletta.
La Virtus Francavilla rompe il silenzio dopo una settimana turbolenta, segnata dal pesante verdetto del Giudice Sportivo e dal clamore mediatico seguito ai fatti di Barletta. Il presidente Antonio Magrì, in una conferenza stampa, ha tracciato la linea societaria, cercando di spostare l’attenzione dal caso disciplinare agli impegni sul campo.
Un intervento necessario per fare chiarezza sulla posizione del club e, contemporaneamente, per proteggere il gruppo squadra in vista di un girone di ritorno che si preannuncia come una vera e propria scalata verso la salvezza e il riscatto.
Magrì è tornato anche sulla crescita tecnica della squadra, che nonostante le assenze forzate in panchina, sembra aver ritrovato una propria identità. Il patron ha elogiato la ritrovata solidità difensiva e la capacità dei suoi ragazzi di soffrire.
In vista della prossima sfida casalinga, il presidente ha chiamato a raccolta la città e la tifoseria, auspicando che questo episodio negativo si trasformi in un fattore di responsabilizzazione collettiva.
Il presidente della Virtus Francavilla ha indetto una conferenza stampa per spiegare la linea della società in seguito allo spiacente episodio che ha coinvolto Taurino al termine della gara con il Barletta. “Condanniamo il gesto senza se e senza ma, ma ricorreremo per la riduzione della squalifica. Taurino è un professionista serio, la gogna mediatica verso l’uomo non mi è piaciuta: l’intenzione non era colpire l’arbitro. In Serie D servono supporti tecnologici e il quarto uomo, perché gli investimenti delle società non possono essere vanificati da errori che portano all’esasperazione.
E ancora: “La classifica non rispecchia il valore della rosa, meritiamo di più e lo dobbiamo dimostrare partita dopo partita. Il progetto con Taurino e Fernandez è biennale, stiamo ringiovanendo il gruppo pensando al futuro ma vogliamo risultati già da ora. Non siamo piazze come Barletta o Taranto, dobbiamo compensare la minore forza economica con le idee: questa è la nostra strada per tornare a sorridere.