La lettera di Gigi Panarelli verso il “suo” Taranto a pochi giorni dall’esonero che ha sancito la fine della sua breve esperienza in rossoblu.
La notizia dell’esonero di Gigi Panarelli ha scosso nuovamente l’ambiente rossoblù. L’avventura dell’allenatore tarantino si è interrotta bruscamente dopo la sconfitta di misura rimediata contro il Polimnia lo scorso 4 gennaio, un risultato che ha spinto la dirigenza ionica a una sterzata immediata.
Fatale è stato il distacco dalla vetta della classifica di Eccellenza, scivolata ormai a -12 punti, una distanza ritenuta incolmabile dalla proprietà senza un drastico cambio di rotta tecnico.
L’esperienza di Panarelli è durata poco più di un mese, un tempo troppo breve per plasmare un gruppo rinnovato durante la gestione autunnale.
L’allenatore è stato penalizzato non solo dai risultati altalenanti, ma anche da una pesante squalifica rimediata a dicembre che lo ha costretto a seguire la squadra lontano dalla panchina nelle ultime uscite ufficiali. A distanza di alcuni giorni dal sollevamento dall’incarico, Panarelli ha rotto il silenzio con una lettera.
Le parole di Panarelli descrivono il dolore di chi ha risposto alla chiamata della propria città senza calcoli egoistici: “Quando il Taranto chiama, il cuore batte e rispondi presente senza se e senza ma”, esordisce l’allenatore nella sua lettera, sottolineando come l’amore per i colori rossoblù abbia sempre prevalso sulla razionalità e sulla valutazione dei rischi per la propria carriera.
L’ex allenatore jonico rivolge poi un pensiero diretto alla tifoseria, invitando tutti a invertire la rotta nei giudizi per favorire la crescita non solo sportiva, ma anche sociale della città: “Da Tarantino,vorrei cogliere l’occasione nel dare un umile consiglio alla comunità di cui faccio parte. Cerchiamo d’invertire la rotta. Siamo più costruttivi nei giudizi. Cerchiamo di essere più uniti, solidali e positivi per un obiettivo comune. Mi spiace non aver ricambiato la fiducia di tanta gente. Personalmente avevo un sogno, che questa volta non sono riuscito a trasformare in realtà.”