Il Prato riparte da basi nuove: esperienza in panchina, una proprietà ambiziosa e una stagione tutta da rimettere in corsa.
Il momento del Prato è complesso, ma tutt’altro che compromesso. La stagione nel Girone E di Serie D ha attraversato una fase di forte instabilità, culminata nel cambio di allenatore a gennaio, ma la classifica continua a offrire margini di manovra in vista della seconda parte del campionato.
Dopo 22 giornate, il Prato occupa il sesto posto con 33 punti, frutto di 10 vittorie, 3 pareggi e 9 sconfitte. I numeri descrivono una squadra capace di produrre gioco, con 30 gol segnati (media di 1,4 reti a partita), ma ancora fragile in fase difensiva, come dimostrano i 25 gol subiti. La differenza reti positiva (+5) racconta di un potenziale che non ha ancora trovato continuità.
Il rendimento recente ha però inciso sulle scelte societarie. Il mese di gennaio è stato emblematico: il pareggio interno contro il Tau Calcio (2-2) e le sconfitte contro Scandicci (0-2) e Camaiore (1-2) hanno messo in evidenza limiti strutturali e psicologici, spingendo il club a intervenire sulla guida in panchina per evitare che la stagione prendesse una piega negativa.
Sul piano societario, il Prato vive una fase di profonda ricostruzione sotto la presidenza di Asmaa Gacem, giovane imprenditrice e titolare di Finres spa, subentrata nel luglio 2025. Un passaggio di proprietà che ha segnato una ripartenza radicale, come raccontato dalla stessa presidente: "Ho firmato l’acquisizione del club a occhi chiusi. Quando ho rilevato la squadra ho trovato soltanto un logo e i conti in rosso. Avevamo un dipendente e due giocatori del settore giovanile. Siamo ripartiti da zero".
Dal Canto, ambizione ed esperienza per cambiare passo
La svolta in panchina è arrivata il 20 gennaio 2026 con l’ingaggio di Alessandro Dal Canto, allenatore con una lunga esperienza tra Serie B e Serie C. Per una realtà di Serie D, la scelta rappresenta una chiara dichiarazione d’intenti. Dal Canto ha accettato il progetto sottolineando l’ambizione della nuova proprietà: "Ho accettato questo progetto perché mi sono sentito fortemente voluto. Ho firmato per il Prato, ma è come se lo avessi fatto per la Juventus, tanto è l’entusiasmo".
Il momento più alto della carriera di Dal Canto resta la stagione 2010-2011 al Padova, quando subentrò a campionato in corso portando i biancoscudati fino alla finale playoff per la Serie A, poi persa contro il Novara. Un precedente che rafforza la convinzione della società di poter incidere anche a stagione iniziata. Lo stesso allenatore guarda con fiducia al futuro: "Alcuni distacchi in classifica che oggi sembrano impossibili da colmare, più avanti potrebbero non esserlo più: nel calcio le cose cambiano in fretta".
Prato: numeri, dichiarazioni e prossimi snodi della stagione
L’esordio di Dal Canto, però, ha messo in luce le criticità attuali. La sconfitta per 2-1 contro il Follonica Gavorrano ha portato l’allenatore a un’analisi molto severa nel post-gara: "Abbiamo giocato una partita senza nervo. Siamo andati sotto alla prima palla messa in area, con un atteggiamento troppo tenero". Ha parlato apertamente di mancanza di cattiveria agonistica, sottolineando come la squadra abbia perso quasi tutti i contrasti e faticato a imporre il proprio ritmo. Anche sul piano tattico non ha nascosto le difficoltà, spiegando il passaggio dal 3-5-2 al 4-4-2 nel secondo tempo per migliorare il controllo territoriale, senza però trovare incisività offensiva.
Dal Canto ha fissato con chiarezza l’obiettivo stagionale: "Il traguardo è rientrare tra le prime cinque per i playoff. Oggi siamo fuori, ma il campionato è ancora lungo". Il percorso del Prato proseguirà con due snodi importanti: la prossima gara in casa contro il Poggibonsi, seguita dalla trasferta contro il Sansepolcro. Due appuntamenti chiave per capire se la squadra riuscirà a cambiare passo e tradurre sul campo l’ambizione di una società che, come ribadito dalla presidente Gacem, guarda già oltre l’emergenza: "Sarà un anno di transizione. Ma dalla prossima stagione puntiamo al ritorno tra i professionisti".
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