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Somma, dalla Roma all’ultima sfida: “Se chiama il Piacenza non si guarda la categoria”

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Credit: Piacenza Calcio

Juventus, Roma e nazionale. Ci potremmo anche fermare qui per raccontare la carriera di Michele Somma, ma, oltre al curriculum, c’è tanto altro. Il difensore classe 95’ si è infatti rimesso in gioco quest’anno in Serie D col Piacenza, con l’obiettivo di conquistare la terza promozione consecutiva dopo quelle con Palermo e Catania: “Cosa ci faccio in D? È una domanda che ho già sentito e che mi fa piacere. – ha raccontato ai microfoni di Seried24.com – Sono dei momenti, ma ho avuto la fortuna di fare questa categoria con due piazze che qua c’entrano poco, quindi sono scelte che sono contento di aver fatto”. Ora in programma c’è però il ritorno tra i professionisti: “In una società così l’obiettivo è sempre quello di vincere e noi andiamo ogni domenica in campo per farlo. Questo club merita altre categorie, quindi cerchiamo di salire insieme”.

Alle origini di Somma: “Alla Juventus sono cresciuto. Fa effetto giocare con Totti e De Rossi”

Quello che a 29 anni è uno dei leader della capolista del girone B è solo all’ultima tappa di un viaggio iniziato 15 stagioni fa inseguendo un sogno: “Sono cresciuto nella Juve, andando via di casa quando avevo 14 anni, praticamente ero un bimbo. Ero in una squadra importantissima, dove ho formato il mio carattere. È una società molto seria, che ti mette a disposizione tutto e non ti abbandona, perché, quando sei così giovane, senti il distacco dalla tua famiglia, dai tuoi amici e dalle tue abitudini. È un settore giovanile con regole di vita a 360 gradi. Devi gestire la giornata con scuola e allenamento fino al ritrovo in hotel, quindi è molto formativo”. Questi sogni diventano realtà e si tingono di giallorosso: “Sono passato alla Roma a 17 anni e lì ho vissuto l’avvicinamento nel calcio dei grandi. È stata un’esperienza bellissima. Quando ti alleni con campioni del genere cresci e provi a rubare tutto da loro con gli occhi”. Campioni. Sì, perché quella in cui si ritrova da appena maggiorenne è una squadra che contende lo scudetto proprio alla Juventus: “Fa effetto trovarti davanti a gente come Totti e De Rossi. Io sono cresciuto guardandoli, quindi provavo a rubare loro tutto anche fuori dal campo, come nei rapporti e un po’ nella personalità, perché hanno grande leadership e carattere”. La stessa leadership ora prova a metterla lui a servizio dei tanti giovani del Piacenza: “Cerco di far vivere ai ragazzi quello che ho vissuto io. Loro sono il futuro della società e del calcio. È sempre bello quando i giovani che hanno giocato con te fanno strada. Io ho l’esempio di Tonali, che giocava con me a Brescia a 17 anni e adesso vedi il percorso che ha fatto”.

Credit: Piacenza Calcio

La Serie A, la Champions e Coverciano: il viaggio nei sogni di Somma

A proposito di sogni, il 22 novembre 2014 si realizza il più grande di tutti. Quando Rudi Garcia lo fa entrare al 49’ di Atalanta-Roma si scrive una pagina indelebile della sua vita: “La Serie A è il massimo, il sogno che hai da quando da bambino giochi al campetto con gli amici. Durante la partita pensi solo a fare bene, dopo realizzi. È un sogno che si è avverato, sono cose belle che ti porti dentro e di cui parli con piacere. Non me l’aspettavo, perché era un periodo della stagione di scontro ai vertici punto su punto”.

Pur senza giocare, ha anche la possibilità di vivere il palcoscenico più grande di tutti, quello della Champions League. L’avversario è il Bayern Monaco di Guardiola: “Lewandowski, Robben, Ribery, Muller: era un Bayern importante, perdemmo 2-0. La Serie A è bella, ma la Champions è il livello successivo, per l’aria che si respira in stadi del genere contro squadre e campioni così. La vedevo in televisione e mi ci sono ritrovato dentro”. Ancora prima, si era tolto la soddisfazione di far gol, entrando nel tabellino insieme a Totti e Gervinho, in una partita contro gli austriaci dell’Eltendorf,: “È successo davvero, era ritiro estivo. Avevamo fatto la tournee in America, poi siamo andati in Austria per finire il precampionato. Vincemmo 5-1 e feci doppietta”. Sono anni indimenticabili, nei quali diventa anche assiduo frequentatore di Coverciano: “Ho avuto la fortuna di fare tutta la trafila nelle nazionali giovanili, trovando allenatori e persone fantastiche. Anche quelle esperienze ti formano tanto, perché giri molto e ti confronti con gente forte. Entrare a Coverciano fa sempre il suo effetto, perché è il top del top del calcio italiano. In quegli anni non vedevo l’ora che arrivasse la convocazione per andarci”.

Credit: Catania FC

La Spagna e la Sicilia le tappe della maturità

Anche dopo l’addio alla Roma, Somma continua ad arricchire il suo bagaglio d’esperienze, di calcio e di vita. Nel 2018, dopo le avventure con Empoli e Brescia, sbarca infatti in Spagna in Segunda División. La maglia è quella del Deportivo La Coruña: “Un’esperienza bella, perché vai in una nuova cultura e ti devi ambientare nella vita di tutti i giorni. Poi il calcio è visto in maniera diversa rispetto all’Italia. È un gioco molto veloce, tecnico e basato sull’uno contro uno, mentre prima qua in Italia dovevo pensare prima alla tattica e alla fase difensiva. Gli allenamenti sono tutti con la palla e improntati sulla tecnica. È stata un’esperienza importantissima e formativa, che rifarei sicuramente e in un posto anche bello, una Spagna atipica, al nord e sull’oceano”.

Catania

Al ritorno in Italia nel 2020 inizia a riempire la bacheca. Prima la vittoria dei playoff di Serie C col Palermo, poi quella del campionato di D col Catania. Dopo due stagioni in rosanero, passa infatti ai rivali di sempre: “È nato tutto nell’arco di una giornata a fine mercato. Questo è il nostro lavoro e, per quanto possa essere una passione, siamo dei professionisti e dobbiamo mettere la parte razionale davanti a quella passionale. In quel momento per me era la soluzione migliore e quindi ho accettato. Abbiamo stravinto il campionato e con i compagni e le persone che erano lì abbiamo instaurato un bel rapporto. È stata un’annata speciale”.

Somma Piacenza
Credit: Piacenza Calcio

A Piacenza per vincere (ancora)

Dopo la separazione dai rossazzurri, Somma ha sposato la causa di un’altra big di Serie D come il Piacenza: “È stato un tira e molla partito dall’estate. Ci eravamo un po’ allontanati, perché io avevo il contratto a Catania e volevo rimanere lì, anche se poi le cose sono andate diversamente. Poi c’è stata la possibilità di riavvicinarci. Questa è stata sempre la mia prima scelta. Avevo altre offerte, ma quando ti chiama una piazza del genere non si guarda la categoria, si accetta e si cerca di dare il massimo. Oltre che una piazza storica, le persone che ci lavorano sono davvero valide”.

Diventato da subito un titolarissimo della squadra di Rossini, il difensore ha già le idee chiare sul suo futuro: “Io qua sto bene, ci sono persone con cui si può crescere. Se ci sono le basi e i presupposti voglio restare assolutamente. Poi può succedere di tutto, perché il calcio è strano, noi siamo professionisti e si possono fare altre scelte anche a livello societario. Però se ci sono i presupposti penso che non ci sia alcun problema a continuare insieme”. Prima di pensare al futuro, però, Somma e compagni devono difendere il primo posto in campionato per tornare in C. Anche ad eventuali festeggiamenti quindi si penserà più avanti: “Non so ancora cosa fare in caso di vittoria del campionato, facciamo che prima vinciamo e poi ci pensiamo. Però l’anno scorso a Catania mi sono fatto un tatuaggio, quindi qualcosa faremo (ride ndr)”. Adesso il pensiero è rivolto alla terza promozione consecutiva, distante sette partite che valgono come finali. Ma, se ti chiami Michele Somma e giochi nel Piacenza, la categoria non conta.