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Bagnino, calciatore e talent scout: il ritorno di Nando Galetti

Ha iniziato a fare il bagnino in uno stabilimento balneare di Monopoli, in provincia di Bari ma sogna di diventare procuratore: “perchè senza calcio non so stare”. Riparte, ancora una volta, Fernando Galetti, argentino di Mar del Plata, per tutti il ‘globetrotter’, una macchina da gol capace di segnare oltre duecento reti tra Serie C e D. Una vita trascorsa sui campi di calcio. L’ultima partita a quarantasette anni suonati: ‘Pronto, Nando, rimetta gli scarpini, abbiamo bisogno di lei’. Galetti era in spiaggia ma il richiamo del campo fu troppo grande. L’occasione giunse dal San Severo, club foggiano di Eccellenza Pugliese in crisi di gol, ultimo in classifica, ma determinato a rilanciarsi.
Come Kazuoshi Miura, il calciatore dello Yokohama FC che rinnovò il contratto a 52 anni, Galetti ha mandato tutto al diavolo, anche la sua nuova vita da bagnino, senza confrontarsi con nessuno. Perchè nessuno avrebbe potuto capirlo: ‘Tutti mi dicono che sono un pazzo ma la verità è che non ho mai dato l’ufficialità dell’addio al calcio giocato. Ho vissuto sempre di questo. Mi mancava il campo, lo spogliatoio'”.


Quella di Galetti è stata una carriera ricca di soddisfazioni, vissuta da protagonista assoluto, seppure nelle serie minori: “Ho esordito in Italia il il 4 gennaio del 1998, a Lamezia Terme, in Serie D. Mi ingaggiarono dal Minèrven SC, una compagine della Serie A venezualana. Avrei accettato qualsiasi categoria pur di venire in Italia. Quel campionato lo vinse il Taranto di Christian Riganò. Io segnai 14 gol in quattro mesi. Arrivammo secondi. Da allora non mi sono più fermato. Ho segnato più di 250 reti tra Serie D e C, vincendo campionati a Brindisi, Val di Sangro e Monopoli”.
E’ iniziata una seconda vita per Galetti, nel suo mondo, il calcio, dal quale non vuole più uscire: “Il mio sogno? Mi piacerebbe contribuire a portare in Italia calciatori argentini che possano fare la differenza. E vi assicuro che ce ne sono…'”. Dalla spiaggia al campo di calcio. Ancora una volta: “Perchè quando questo sport ti scorre nelle vene, è impossibile estirparlo”. Parola di bomber. Parola di Nando Galetti.

Fabrizio Caianiello