In vista della scontro diretto contro la Reggina ha parlato così il presidente del Savoia Nazario Matachione
Domenica nel girone I di Serie D si sfideranno Reggina e Savoia, ha parlato così il presidente dei campani in vista della gara: “Alla mia città. Parlo da uomo, prima ancora che da presidente. Domenica non si gioca solo una partita. Domenica Torre Annunziata si guarda allo specchio e decide chi vuole essere.“
“Andiamo a Reggio Calabria con rispetto. – Ha continuato Matachione – Reggio Calabria non è un nemico. È una città del Sud come la nostra. Una città che ha conosciuto il grande calcio e che oggi, come tante realtà meridionali, paga il prezzo di un sistema che spesso non perdona. A loro va il mio rispetto, perché solo chi cade sa davvero cosa significa rialzarsi. Noi veniamo da una città di quarantamila abitanti.”
Ancora il presidente: “Piccola solo per chi non la conosce. Perché Torre Annunziata ha una storia che pesa, una maglia che non è mai stata leggera, una maglia che ha portato lo stemma del Regno d’Italia, campioni del Sud nel 1924, anni di Serie C, fino alla Serie B nei primi anni 2000. E oggi quello stemma è tornato sulla maglia. Qui nessuno ha mai regalato nulla. Qui ogni traguardo è stato sudato. Io so che tutti vogliamo vincere. È giusto. È umano. È sport.“
“Ma io vi dico una cosa con il cuore in mano, io voglio che Torre Annunziata vinca prima ancora di scendere in campo. Vinca dimostrando maturità. Vinca con il comportamento. Vinca facendo capire a tutti che non siamo più il Sud raccontato dagli altri, ma quello che finalmente si racconta da solo.“
Il presidente Matachione ha concluso così: “Per troppo tempo questa terra è stata giudicata per colpa di pochi. Per troppo tempo abbiamo lasciato che altri parlassero al posto nostro. Oggi basta. Oggi dimostriamo che il rispetto non è debolezza, ma forza. Che la dignità è una scelta. Che si può essere passionali senza essere incivili. Che si può essere tifosi senza perdere l’anima. Ogni presidente sogna di vincere sul campo.“
“Io sogno qualcosa di più grande, voglio che Torre Annunziata vinca fuori dal campo, perché solo chi sa farlo è pronto per vincere anche dentro. Poi, come deve essere nello sport vero, sarà il campo a parlare. E qualunque sarà il risultato, nessuno potrà dire che non siamo stati all’altezza. Questa è la mia responsabilità. Questa è la mia promessa. Questa è la mia città. Avanti Torre Annunziata. Avanti Savoia!“