Crediti: Federico Serra - Athletic Club Palermo
Gabriel Zaic si racconta ai nostri microfoni dopo la prima rete in Serie D nel match vinto dal suo Athletic Palermo contro il Messina.
Una vittoria autorevole in una gara a senso unico per l’Athletic Palermo contro il blasonato Messina. La squadra di Romano, al Velodromo “Paolo Borsellino”, ha subito il dominio della matricola del girone senza riuscire ad opporsi.
Un dominio durato dal primo all’ultimo minuto, certificato dalle quattro reti messe a segno dai nerorosa. Reti che portano le firme di Anzelmo, Grillo, Zaic e Micoli. Per l’austriaco, oltre che il primo timbro in maglia Athletic, è stato il primo centro nel calcio dei grandi. Un’incornata sugli sviluppi di un corner che ha scatenato la gioia del classe ’06: “Quella contro il Messina è stata una partita bellissima – dichiara ai nostri microfoni -. Voglio crescere con la maglia dell’Athletic, il gol è un punto di partenza che mi dà soddisfazione e che mi fa capire di essere sulla strada giusta“.
Cresciuto nel prestigioso settore giovanile del Salisburgo – che negli anni ha sfornato innumerevoli talenti -, l’anno scorso ha acquisito grande esperienza nella Triestina, aggregandosi alla formazione maggiore e collezionando diverse presenze con la formazione Primavera: “Devo ringraziare Pep Clotet per la mia avventura a Trieste. Mi ha fatto crescere tanto aggregandomi alla prima squadra e permettendomi di imparare tanto dai più grandi. La Primavera mi è servita per accumulare minutaggio nelle gambe e crescere anche fisicamente”.
Complice anche un delicato infortunio rimediato, Zaic è tornato a pieno regime solo nell’ultimo mese. Quella contro il Messina è stata la sua seconda presenza da titolare dopo un tortuoso calvario affrontato e superato definitivamente: “Ho avuto una lesione al quadricipite la scorsa stagione. Lo staff mi ha permesso di recuperare al meglio senza mettermi fretta, e questo mi ha aiutato molto mentalmente. Anche Perinetti, Clemente, il mister e la squadra hanno contribuito al mio recupero e ora mi sento al 100%”.
Ufficializzato dai nerorosa il 5 agosto, Zaic sta finalmente avendo modo di ritagliarsi il proprio spazio nelle rotazioni di Ferraro. A convincerlo ad approdare in Sicilia la chiamata di Giorgio Perinetti, direttore generale del club palermitano: “Quest’estate mi ha chiamato il direttore Perinetti. Essere contattato da lui è stato motivo di grande soddisfazione per me, è uno dei più grandi direttori italiani e quando ricevi la sua chiamata non ci pensi due volte ad accettare. Ho avuto un problema fisico inizialmente ma ho percepito fiducia da parte dell’Athletic e questo mi ha convinto, anche perché rispecchiava l’idea di progetto che cercavo”.
A due punti dalla vetta, l’Athletic Palermo preannuncia un girone di ritorno da disputare con cuore e passione dopo un avvio da sogno. L’impressione, adesso, è che la Serie C non sia più un miraggio, anche se i nerorosa rimangono con i piedi per terra: “Pensiamo partita dopo partita, lavoriamo sempre con la giusta mentalità e cerchiamo di raccogliere più punti possibili”.
Nato e cresciuto a Salisburgo, quella del club della sua città è stata una vera e propria seconda pelle per Zaic: “L’accademia del Salisburgo, secondo me, è una delle migliori in Europa. Hanno un ottimo vivaio dovuto anche alla struttura, è il posto perfetto per far crescere i giovani. È stata la mia seconda casa per otto anni e ho imparato tantissimo lì, sia per quanto riguarda l’aspetto mentale che per quello del gioco e della gestione della pressione”.
E’ anche merito del lavoro nei settori giovanili se, secondo Zaic, l’Austria adesso sta raccogliendo i frutti seminati nell’arco degli ultimi decenni: “La qualificazione da prima del girone al Mondiale 2026 dell’Austria certifica che con i giovani si sta facendo un gran lavoro”.
Zaic viaggia sulle ali dell’entusiasmo dopo aver archiviato l’infortunio e dopo aver segnato il primo gol fra i grandi. Ai nostri microfoni ha ripercorso la sua infanzia, passata a contemplare le gesta dei campioni del calcio: “Guardo molto Pedri e Szoboszlai, essendo centrocampisti come me. A livello di mentalità osservo molto Cristiano Ronaldo, da piccolo volevo essere come lui”.
Il punto di riferimento, però, rimane uno, austriaco purosangue e vero e proprio idolo del suo paese: “Un centrocampista austriaco che mi piace molto è Laimer, anche se ora si è adattato al ruolo di terzino. Mi piacciono anche Sabitzer e Baumgartner, ma il mio punto di riferimento è Alaba”.