Vincenzo Tuccio, il primo gol stagionale del figliol prodigo: “Da gelese, segnare con la maglia del Gela ha un significato speciale”
Crediti: Davide Gerbino
Vincenzo Tuccio si racconta ai nostri microfoni dopo la rete di domenica che ha deciso la sfida tra il suo Gela ed il Ragusa.
Il Gela, domenica, ha ritrovato i tre punti in campionato in casa del Ragusa nel segno di Vincenzo Tuccio, al primo centro stagionale con la maglia della propria città; lui che i colori biancazzurri li ha incisi dentro il cuore sin da bambino.
Si è fatto trovare puntuale al centro dell’area di rigore del Ragusa e, con un fendente, ha trafitto l’estremo difensore avversario, che nulla ha potuto sulla sua conclusione. Non appena la palla ha gonfiato la rete il numero 7 del Gela non ci ha pensato due volte nonostante le temperature non proprio estive: via la maglia e corsa verso la panchina ad abbracciare tutti i compagni e i membri dello staff che lo hanno supportato dal suo arrivo al “Presti”: “È stata un’emozione grandissima, segnare con la maglia del Gela ha un significato speciale per me – dichiara ai nostri microfoni lo stesso Vincenzo Tuccio -. Sono gelese, so quanto questa città viva di calcio e quanto meriti, e poter contribuire in prima persona è motivo di grande orgoglio“.
Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo le annate in Serie D che gli hanno permesso, a soli ventiquattro anni, di collezionare oltre cento presenze nella massima serie dilettantistica. Nissa, Sancataldese, Ragusa e Akragas le squadre in cui ha militato prima di tornare a Gela.
Le esperienze in giro per la Sicilia
Caltanissetta, San Cataldo, Ragusa e Agrigento le città visitate da calciatore dal classe ’01, che negli anni ha acquisito grande conoscenza della categoria arricchendo il proprio bagaglio di esperienze significative. Tra queste l’avventura in maglia verdeamaranto con la Sancataldese, con cui ha collezionato 58 presenze, 4 reti e 4 assist. Tra le squadre affrontate anche il Catania, che Tuccio e compagni hanno anche avuto modo di sconfiggere in Coppa Italia durante la lotteria dei rigori, a cui lo stesso fantasista gelese ha partecipato spiazzando l’estremo difensore avversario con un pallonetto spettacolare, sinonimo di eleganza e personalità: “Sono diversi anni ormai che gioco in Serie D e affrontare squadre prestigiose fa sempre un certo effetto – prosegue Tuccio -. La gara contro il Catania e quel rigore decisivo restano un’emozione indelebile della mia carriera“.
Ad Agrigento l’ultima avventura prima di tornare a Gela per Tuccio, segnato da un’annata in maglia Akragas terminata anzitempo con il ritiro dal campionato della società biancazzurra: “Quella dell’anno scorso è una parentesi calcistica che ho già rimosso. Ad inizio anno c’erano tutti i propositi per fare una grande stagione in una piazza prestigiosa, ma qualcuno ha voluto che le cose andassero diversamente, e questo mi ha fatto davvero male“.
Il ritorno in patria: “La maglia del Gela rappresenta identità, appartenenza e responsabilità”
Dopo anni di flirt, la promozione del Gela in Serie D si è rivelata decisiva per riportare al “Presti” il talento locale. Il 19 luglio l’ufficialità del ritorno in patria del figliol prodigo: “Ho provato tanta emozione e orgoglio non appena ho ricevuto la chiamata dal Gela. Quando ti contatta una società come il Gela, tra l’altro squadra della tua città, capisci subito che non è una proposta come le altre. Ho sentito fiducia, entusiasmo e una forte motivazione a ripagare questa scelta con il lavoro e con le prestazioni sul campo – prosegue l’ala sinistra -. La maglia del Gela per me rappresenta identità, appartenenza e responsabilità. È una piazza con una grande storia e una tifoseria passionale, indossarla significa dare sempre qualcosa in più e lottare per questi colori ogni domenica“.
La fortuna, inizialmente, non ha assistito del tutto Tuccio, che durante il ritiro pre-campionato ha rimediato uno stiramento che lo ha tenuto ai box per qualche mese e ne ha compromesso la preparazione: “Ho sofferto molto per l’infortunio di inizio stagione ma non mi sono mai abbattuto. Ho lavorato duramente per rientrare il prima possibile e mettermi a disposizione della squadra“.
Sin da subito, Tuccio ha fatto breccia nel cuore dei propri sostenitori dimostrando grande senso di appartenenza nei confronti di una maglia che è ormai la sua seconda pelle. Grinta e grande cuore al servizio di Misiti e della città, oltre che estro e fantasia. Qualità diventate mano a mano sempre più rare in un calcio ormai più tattico e meno spettacolare.

Gela-Messina è anche Tuccio-Zerbo
Domenica al “Presti” il Gela ha l’obbligo di ritrovare i tre punti anche all’interno delle mura del “Presti“, sbancate già da cinque squadre in dieci gare di campionato. I biancazzurri riceveranno la visita del Messina, sconfitto nel girone d’andata per 2-0 grazie alla doppietta di Manuel Sarao, oggi alla Nissa. Uno scontro, quello fra i gelesi e i peloritani, che rievoca i fasti del professionismo nella mente di chi, il calcio che conta, lo ha vissuto in prima persona: “Domenica arriva il Messina e sarà una partita di cartello perché affrontiamo una società importante ed un’ottima squadra, che senza i punti di penalizzazione avrebbe una classifica diversa. So per certo che ci sarà un pubblico delle grandi occasioni, anche perché ne abbiamo tanto bisogno“.
Il Messina, nelle ultime settimane, ha riportato in Sicilia Gabriele Zerbo, che nella prima parte di stagione ha indossato la divisa dell’Afragolese. Il classe ’94 ritroverà in campo Vincenzo Tuccio – con cui ha condiviso l’esperienza a San Cataldo -, ma stavolta da avversario: “Domenica ritrovo un grande amico con cui ho condiviso momenti stupendi sia dentro che fuori dal campo – conclude Tuccio -. Quell’anno a San Cataldo, dove ho ricordi bellissimi, abbiamo fatto il record di punti stagionale in Serie D“.
