Girone H

Rinascita e l’ambizione del doppio salto di categoria: il 2025 del Barletta

Dalla vittoria del campionato a febbraio alla campagna acquisti di spessore con un unico obiettivo: tornare in Serie C dopo oltre 10 anni

Il Barletta ha chiuso il 2025 al terzo posto nel Girone H di Serie D nonostante il pareggio casalingo contro il Nardò nell’ultima giornata di andata e un inizio di stagione non propriamente positivo. Da qui l’ambiente e la società nutrono la speranza e la possibilità di poter approcciare al 2026 con un piglio diverso e più propositivo.

Dall’amara retrocessione del 2024 alla vittoria del campionato a febbraio, passando per momenti iconici della stagione in Eccellenza come Polimnia e Giulianova. L’anno appena trascorso ha portato diverse gioie in casa biancorossa, come una specie di preludio verso qualcosa di ancora più bello che potrebbe arrivare in quello seguente.

Sarà realmente così? Quali altre soddisfazioni potrà prendersi questa città a cui il professionismo manca dalla stagione 2014-2015? Il calciomercato ha portato giocatori di altissima qualità per la categoria, l’obiettivo sembra chiaro ma per realizzarsi dovranno incastrarsi vari eventi, proprio come successo con il 2025.

Primo club in Italia a festeggiare a…febbraio

Il nuovo club di Marco Arturo Romano ha fatto una grande campagna acquisti, portando in Eccellenza Puglia giocatori del calibro di Strambelli, Lattanzio, De Gol e Bernaola tra i tanti. Un campionato in cui il Barletta ha dominato ogni singolo match, non perdendo praticamente mai e raggiungendo i 18 punti di distacco dalla vice capolista Atletico Acquaviva.

Il 23 febbraio i pugliesi fanno la storia: grazie alla sconfitta proprio dei baresi in casa con il Galatina festeggiano la vittoria del girone unico di Eccellenza il 23 febbraio, senza scendere in campo. Infatti, alla 32esima giornata, i ragazzi allenati da Pasquale De Candia si stanno preparando al posticipo delle 18:30 al “Caduti di Superga” di Mola di Bari contro la Polimnia.

Credits: Luigi Dicorato

Nel pullman la lieta notizia, la festa prima di giocare e la consapevolezza di essere tornati subito in Serie D dopo la sciagurata stagione della retrocessione. Il risultato dice 3-0 per i padroni di casa ma tutti sono già proiettati verso il ritorno in città, accolti da migliaia di gente e una strada piena di fumogeni e luci biancorosse.

Il percorso in Coppa, la trasferta di Giulianova e i 4000 tifosi a Teramo in finale

Non è finita qui, perchè il Barletta oltre ad aver vinto il campionato non vuole mollare il secondo obiettivo stagionale: la Coppa Italia Dilettanti. Raggiunge e vince la finale regionale nel doppio confronto con il Galatina davanti a 5000 tifosi, poi il triangolare contro Santa Maria Cilento e San Cataldo.

Da qui il percorso troverà parecchie insidie e vedrà Strambelli e compagni giocare contro lo Sciacca in Sicilia. Nessun problema: 1-1 in terra sicula e 1-0 in casa firmato da Lattanzio. In semifinale accade l’impensabile contro il Giulianova. Al “Puttilli” la squadra domina, segna l’1-0 ma viene raggiunta nel finale. In Abruzzo i padroni di casa segnano subito due reti e sembrano sbarrare la strada ai biancorossi verso la finale, poi i due rigori realizzati da Strambelli portano le squadre ai calci di rigore.

Nella prima sequenza dagli undici metri sbagliano in due (Lattanzio e Giambuzzi) e portano i giallorossi a sfruttare due match point. Prima Giglio si fa ipnotizzare da Staropoli, poi Barlafante tira incredibilmente fuori, mandando il Barletta a Teramo contro il Rovato Vertovese (Lombardia).

Nel bellissimo impianto abruzzese la tifoseria biancorossa mostra i muscoli e si presenta in oltre 4000 unità ma non basterà: Bernaola apre le danze, i lombardi ribaltano e bissano il primo successo della loro storia a livello nazionale vincendo 3-1. Si tratta dell’unica “delusione” di questa stagione barlettana.

Il Barletta annuncia Pizzulli e inizia a fare sul serio sul mercato

Da neopromossa, la società con l’allora direttore sportivo Savino Daleno annuncia in pompa magna che allestirà una rosa di assoluto rispetto per la categoria. L’obiettivo è chiaro: la promozione in Serie C nel giro di pochi anni. Dal mercato arrivano top player della categoria come Mateus Da Silva, Fabio Laringe, Luca Guadalupi, Marco Manetta e il portiere Gabriel Fernandes (vincitore di due campionati con Altamura e Casarano).

Da qui inizierà una lunga estate che vedrà la piazza rispondere con ben 2600 abbonamenti e l’entusiasmo ritrovato sugli spalti. La prima giornata vede i biancorossi pareggiare in 10 con personalità a Francavilla Fontana, poi l’1-1 contro la Fidelis Andria e la sconfitta per 2-1 in casa della Sarnese. Non tra i migliori avvii di stagione per una squadra che perde Guadalupi per un infortunio al ginocchio e deve necessariamente trovare una soluzione per iniziare a vincere.

Credits: SSD Barletta

Serie altalenanti di vittorie e sconfitte, poi i grandi movimenti dalla C

A ottobre arriva l’ex Cerignola Giuseppe Coccia ma una serie di infortuni ne limita l’utilizzo. I successi contro Pompei e Ferrandina sembrano avviare il Barletta verso le zone alte della classifica ma sono le trasferte in Campania a fare male a Pizzulli e la sua squadra. Brutta la sconfitta contro l’Afragolese che riporta i biancorossi sulla terra e la consapevolezza di dover ancora lavorare molto per risalire la classifica.

Tutti gli scontri diretti contro Martina, Paganese e Fasano finiscono in parità, la sconfitta casalinga contro il Nola è una mazzata incredibile per un club che, con quei tre punti, sarebbe già al vertice o giù di lì. E invece serviranno una vittoria risicata nel finale ad Aversa, l’1-0 di misura al “Puttilli” contro l’Heraclea per far capire ai pugliesi che ci vorrà più malizia per vincere questo tipo di partite.

Il Barletta batte tre colpi: Bizzotto, Malcore e Franco

Tra novembre e dicembre, con l’addio di Daleno e il ritorno da consulente di mercato di Vincenzo De Santis, il Barletta inizia a cambiare pelle alla propria rosa. Via Fantacci, dentro un top player come Giancarlo Malcore, autore di ben 100 gol in 5 stagioni tra C e D.

In difesa ecco un rinforzo di spessore come Nicola Bizzotto, che debutta con personalità nello 0-0 a Fasano e fa capire subito di che pasta è fatto. Poi il terzo botto dai professionisti, ancora in attesa di debutto: Domenico Franco. Centrocampista ex Chievo con presenze in B e tanta C, potrà giocare contro la Virtus Francavilla in quello che sarà il primo match del 2026.

Il Barletta non ha mollato, ha rilanciato sul mercato e ha fatto capire alle rivali che non ha nessuna voglia di lasciare agli altri la possibilità di salire di categoria. Il terzo posto agguantato nelle ultime giornate è una manna dal cielo per un gruppo che si è ritrovato sotto di 10 punti dalla prima e ora insegue a -6. La società ha risposto alle prime indecisioni, starà ora alla squadra dimostrare di essere di categoria superiore.

Published by
Gennaro Dimonte