Girone A

Mirco Vassallo si racconta: “Ad Asti per la salvezza. Vogherese? Non ho ricevuto un euro”

La nostra intervista a Mirco Vassallo, esperto attaccante ligure con alle spalle una lunga carriera in Serie D e oggi in forza all’Asti 

Mirco Vassallo è un centravanti che ha bisogno di poche presentazioni. Da anni recita un ruolo da protagonista in Serie D, avendo accumulato tante esperienze in diverse squadre del centro-nord Italia. Il classe 1993 ha anche conosciuto il calcio sammarinese, giocando con Tre Fiori e La Fiorita i preliminari di Europa League nel 2018 e nel 2019.

Oggi l’ex Vado e Ligorna gioca nell’Asti, club col quale insegue la salvezza nel girone A. È arrivato in Piemonte a Gennaio, dopo le precedenti esperienze con Vogherese e Cairese. “L’impatto con il mondo Asti è stato soddisfacente, ho trovato una società seria che mi ha dato subito molta fiducia. Purtroppo durante il mio esordio mi sono subito infortunato, uno stiramento al retto femorale; per fine mese dovrei rientrare e spero di poter aiutare la squadra a raggiungere la salvezza.”

In estate Vassallo inizia la sua stagione alla Vogherese, club col quale è in corsa tuttora un contenzioso legale. “A Voghera non ho ricevuto un euro; mi avevano fatto un contratto importante, poi non rispettato. Ora c’è il mio avvocato di mezzo ed è in corso una vertenza con con la Federazione. La società mandava bonifici falsi, oppure li revocava dopo averli fatti, non mi era mai successa una cosa del genere. Sono contento di aver reso il tutto pubblico e di essermi preso la responsabilità di smascherare il sistema, dicendo tutta la verità.”

Dopo la difficile esperienza in terra lombarda, Vassallo approda poi alla Cairese. “Ringrazio la famiglia Boveri, che mi ha accolto a braccia aperte, non facendomi mancare davvero nulla. Dopo un mese fermo, in quanto non riuscivo a svincolarmi dalla Vogherese, la squadra mi accolto benissimo. L’avventura è durata purtroppo poco tempo a causa delle scelte tattiche dell’allenatore, il quale ha adottato un sistema di gioco poco adatto alle mie caratteristiche. Conservo comunque un bel ricordo di questa esperienza.”

Asti, Vassallo: “Nel girone A si gioca poco a calcio. Il B e il D i gironi più difficili”

L’attaccante genovese vanta più di 200 presenze in Serie D e avendo giocato in tutti ì raggruppamenti del centro-nord ha espresso così la sua idea sul livello dei vari gironi. A mio avviso il B e il D sono i più complicati. Ogni anno ci sono tante squadre forti che partono con l’ambizione di provare a vincere il campionato. Il livello tecnico è piuttosto elevato e le partite sono più aperte; anche come strutture ci sono diverse realtà all’avanguardia.”

A me personalmente il girone A non piace. C’è un livello più basso, si gioca poco a calcio; la maggior parte delle squadre pensa soltanto a difendersi e le partite vengono decise su episodi. Per un attaccante non è facile far bene in queste condizioni, considerando anche le condizioni di molti campi da gioco in inverno. Quest’anno in vetta c’è un bello duello tra Vado e Ligorna: vedo i primi più forti come organico, i secondi più squadra.”

Vassallo: “Esperienza a San Marino? Punto più alto della mia carriera”

Non capita tutti i giorni di segnare un gol in Europa League, eppure Mirco Vassallo ce l’ha fatta con la maglia dei sammarinesi del Tre Fiori. “Nel 2018 mi chiama il mio procuratore, dicendomi che c’è la possibilità di fare un provino con una squadra di San Marino per giocare il primo turno preliminare di Europa League. Ero in vacanza in Messico con gli amici, torno con qualche giorno d’anticipo per fare questo test di prova. È andato bene e così ho giocato contro i gallesi del Bala Town, segnando anche il gol del 3-0.”

Un gol che per Vassallo ha rappresentato il punto più alto toccato in carriera. “Ricordo con orgoglio quella notte di fine giugno, ha rappresentato per me un’emozione indescrivibile. Nel mio piccolo ho contribuito a scrivere un pezzo di storia del calcio sammarinese, siamo stati infatti la prima squadra della nazione a qualificarci per il secondo turno preliminare di una competizione europea. Nella sfida successiva, contro gli sloveni del Rudar, l’allenatore avversario provò a convincermi ad andare a giocare per loro mandandomi un bigliettino in campo. Non me la sentivo di lasciare l’Italia, così ho poi continuato in Serie D.”

Infine, il centravanti ligure ha espresso la sua idea circa il livello del calcio a San Marino. “Credo che le tre/quattro squadre più forti del loro campionato potrebbero ben figurare nella nostra Serie D. La differenza principale è che da noi c’è l’obbligo degli under, laggiù quello di schierare almeno due giocatori sammarinesi. Il loro movimento calcistico, come dimostrano anche i recenti risultati, è sicuramente in crescita, tuttavia molte squadre del campionato locale le collocherei oggi in una nostra Eccellenza.”

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Loris Berretta