La Narnese trionfa in Coppa Italia di Eccellenza: grande successo per Defendi nel “suo” Liberati
Credits: Francesco Tranquilli
La Narnese trionfa in Coppa Italia di Eccellenza imponendosi per 2-1 contro l’Atletico Bmg nella cornice del Liberati
Non sarà stata una serata come le altre per Marino Defendi. L’allenatore della Narnese ha vinto la Coppa Italia di Eccellenza grazie a un successo per 2-1 maturato contro l’Atletico Bmg.
A fare da contorno al match la splendida cornice del Liberati. Quello stadio divenuto casa per l’ex centrocampista della Ternana.
Decisivo il giovane attaccante classe 2005 Manuel Leone, mattatore assoluto della partita grazie a una doppietta. Il calciatore ha totalizzato tredici reti in questa stagione, mettendosi in mostra per le sue qualità tecniche e realizzative. Un bottino niente male considerando che si tratta di un’ala.
Un trionfo meritato e storico per la squadra rossoblù che conquista nuovamente il titolo a distanza di ventuno anni dall’ultima volta. Una giornata gloriosa in uno stadio importante. Cosa si può desiderare di più?

Marino Defendi, dalla Ternana al trionfo in Coppa Italia con la Narnese al Liberati: la storia dell’ex capitano della squadra rossoverde
Marino Defendi è stato un centrocampista box to box affidabilissimo sia in fase offensiva che in fase difensiva. Un trascinatore e un elemento importante dentro e fuori dal campo. Durante il corso della sua carriera ha avuto l’onore di raggiungere il massimo livello del campionato italiano, collezionando quarantatré presenze in Serie A.
Nell’ultima parte del suo viaggio calcistico ha indossato le maglie della Ternana e della Narnese, con cui ha chiuso la carriera. Adesso, dopo duecento diciotto presenze con la maglia rossoverde ha potuto riassaporare l’aria del “Liberati“, trionfando, ancora una volta, in uno stadio che l’ha visto esultare tantissime volte. Del resto, il calcio regala sempre storie che sembrano fuoriuscire da un romanzo, ma è la vita, che, come questo sport riesce a scrivere trame stupende, destinate a durare in eterno. E ora è l’allenatore a gioire, nella stessa cornice, nello stesso impianto che da calciatore gli ha regalato grandissime emozioni.
