Da DUBAI alla serie D: il centrocampista classe 92 vuole finire la carriera in provincia

La scelta di vita del centrocampista
Le storie di calcio a volte sembrano seguire un copione già scritto, ma con colpi di scena che solo questo sport sa regalare. C’è chi sogna i palcoscenici internazionali, chi cerca la gloria nei grandi stadi e chi, dopo averli assaporati, sceglie di tornare indietro.
Non per mancanza di ambizione, ma per un bisogno diverso: quello di riscoprire il calcio più vero, quello delle piccole piazze, dei campi polverosi e delle comunità che vivono di passione.
Il viaggio di un calciatore non è mai lineare. Può cominciare in provincia, esplodere nelle categorie professionistiche, raggiungere le luci della ribalta e poi prendere strade inattese. Talvolta persino all’estero, in realtà lontane non solo geograficamente, ma anche culturalmente.
È ciò che accade a tanti protagonisti del nostro calcio che, a un certo punto, sentono il bisogno di provare esperienze nuove. Alcune diventano trampolini, altre parentesi da raccontare. C’è chi parte per ambizione economica, chi per curiosità e chi semplicemente per non smettere mai di giocare. Così, un anno lontano dall’Italia può diventare un’occasione di crescita personale prima ancora che professionale. Ma c’è anche la voglia di rientrare, di tornare a respirare l’odore del prato di casa, il calore di un pubblico più vicino, magari meno numeroso, ma più autentico. È il percorso di chi sceglie di abbandonare il luccichio delle metropoli internazionali per ritrovare il cuore pulsante del calcio di provincia.
Lui, dopo la ribalta, ha scelto di “rincasare”
Il protagonista di questa storia ha calcato campi importanti, lasciando il segno in Serie C e trovando anche la ribalta della B. Ha vestito maglie gloriose, vincendo campionati e contribuendo a scrivere pagine di storia recente per club che hanno poi conosciuto fortune maggiori. Con quasi trecento presenze tra i professionisti, ha imparato che il calcio non è solo categoria o prestigio, ma soprattutto emozioni, sacrificio e legami con la gente.
Negli ultimi mesi si è allenato lontano dai riflettori, rimettendosi in gioco, aspettando il momento giusto. C’era voglia di tornare in campo, ma non a qualsiasi costo. Serviva la piazza giusta, l’ambiente giusto, il progetto giusto. E soprattutto serviva la sensazione di sentirsi parte di una nuova famiglia sportiva.

D’Errico all’Arconatese: ufficiale
E così, dopo aver salutato Dubai e l’esperienza internazionale, ha deciso di tornare in Italia e di accettare la sfida più romantica. Lo farà con la maglia dell’Arconatese, squadra lombarda che dopo la retrocessione non vuole perdere tempo e sogna il ritorno immediato tra i grandi dilettanti.
Il nuovo colpo è Andrea D’Errico, classe ’92, trequartista di qualità ed esperienza, che ha scelto di scrivere l’ultimo capitolo della sua carriera lì dove il calcio è ancora una questione di cuore.